Da Totti a Pellegrini, Pisilli e Lulli: i figli di Roma che hanno fatto della maglia giallorossa un legame con la città e con la propria storia.
Si dice sempre che «tutto quel che succede a Las Vegas, resta a Las Vegas». E invece no. E invece Francesco Totti, che oggi festeggia 50 anni tra le luci ammalianti, in Nevada arriva fino a qui. Porta Metronia, Trigoria, Casal Palocco, l’EUR e Vigna Clara: le sue zone fanno festa. Ma anche Roma tutta. E quella che da sempre, ogni 27 settembre, si sveglia e su WhatsApp all’amico scrive «oh, buon Natale!». Il capitano gioca con le prime pagine come ha sempre fatto col pallone, pure quando gli argomenti sono spigolosi come le sue vicende familiari.
Ora fa l’advisor della Maxima Roma, neonato club di basket che curiosamente debutterà in Serie A proprio oggi. E ha voluto pure raccontare gli ultimi anni della sua vita, quelli post-calcio, con un nuovo libro, Oltre, già in libreria. Totti è riuscito nell’impresa di affermarsi con la maglia per cui tifava da bambino. Ed è, in qualche modo, ancora d’ispirazione per chi prova a seguirne le orme.
I figli di Roma e una storia che si ripete
Non c’è altra squadra di alto livello, infatti, in Italia, che abbia oggi in rosa tre protagonisti cresciuti nel vivaio di casa e tifosi della maglia che indossano. Un valore aggiunto e non un limite. In qualche modo se n’è accorto anche Gian Piero Gasperini. Lo ha fatto con Lorenzo Pellegrini, coccolato la scorsa stagione, protetto, forse pure alleggerendolo della fascia di capitano. E poi in estate, fino al punto di convincere la società a rinnovare il contratto del numero 7 in scadenza e lo stesso numero 7 a ridursi drasticamente l’ingaggio.
E poi c’è Niccolò Pisilli, che s’è preso uno spazio che pareva inesistente. E adesso si tratta di salire solo l’ultimo gradino, sia in Nazionale sia con la Roma: non più “solo” uomo gol entrando dalla panchina, ma risorsa vera dal primo minuto. Come incredibilmente è già riuscito a fare Emanuele Lulli, altro ragazzo cresciuto col giallorosso addosso, bloccato da Gasperini quando aveva già il biglietto del treno per Avellino. La vita può cambiare velocemente, in fondo. Ma i figli di Roma si riconoscono qui. Vale per Totti, vale per tutti.
fonte: Corriere della Sera