Alessandro Florenzi, ex calciatore romano e romanista, ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero parlando del match Roma-Real Madrid e di Gasperini

Roma-Real Madrid, le parole di Florenzi sul gioco di Gasperini
L’ex calciatore della Roma, cresciuto nella Capitale e tifoso romanista da sempre, Alessandro Florenzi ha quindi rilasciato un’intervista a Il Messaggero nella quale ha parlato del match di questa sera tra Roma e Real Madrid. All’Olimpico infatti andrà in scena la seconda giornata di Champions League e Florenzi ha raccontato ciò che secondo lui farà Gasperini per vincere la gara.
Di seguito quindi le sue parole:
Con la Roma ha giocato quattro volte con il Real Madrid, cosa ricorda di quelle partite? “Affrontavamo un Real veramente galattico con Ronaldo, Bale, Benzema e Modric. Quando disputi la Champions vuoi giocare queste partite anche se sai che parti un pochino sotto”.
Mourinho torna all’Olimpico dopo un addio doloroso, si farà distrarre dall’accoglienza? “Ci sarà tanto rispetto da entrambe le parti. Ha lasciato un segno importante, portando un trofeo e arrivando in finale di Europa League. Ha creato un’identità intorno alla squadra”.
L’ha richiamata per tornare alla Roma? “C’era stato un approccio da entrambe le parti, ma dalla società è stato rimandato indietro perché aveva altri piani. Per me giocare nella Roma è stato un sogno, ma la società aveva visioni diverse e ha deciso di lasciarmi alla porta”.
Come dovrà giocare la Roma per fermare questo Real? “Il gioco di Gasperini, tra le italiane, è quello più europeo. Il più aperto, giocano uno contro uno, a Como si è vista una partita tatticamente molto bella, ho visto spunti interessanti. Non credo cambierà una virgola rispetto a domenica”.
Tuttavia alla lunga può diventare un gioco usurante? “Il plus di Gasperini è questo, farli arrivare più lontano possibile con una grande base. Poi a gennaio potrà arrivare qualcosa di utile dal mercato”.
Lei sarebbe stato perfetto per il suo gioco? “Sarebbe stato molto bello, un grande allenatore per le mie caratteristiche. Avrei sfruttato a pieno quello che poteva darmi, soprattutto per il modulo”.
Sarebbe rimasto tutta la carriera a Roma? “L’idea era quella, poi ognuno ha un suo percorso. Stare lontano mi ha portato tante cose”.