Il calcio italiano ha bisogno di ritrovare fiducia e rilanciare il proprio movimento, andando oltre le difficoltà emerse nelle recenti sfide europee. È questo il messaggio lanciato da Giovanni Malagò, intervenuto alla cerimonia del Premio Manlio Scopigno. L’ex presidente del CONI ha commentato il momento del nostro calcio, sottolineando la necessità di lavorare concretamente per migliorare il sistema e guardando con attenzione ai prossimi appuntamenti internazionali.
Premio Scopigno, Malagò: “Il calcio italiano vale di più”
Presente alla cerimonia dedicata al Premio Manlio Scopigno, Giovanni Malagò ha espresso una riflessione sul valore del movimento calcistico nazionale, prendendo spunto dai risultati dell’ultimo turno di Champions League.
“Il calcio italiano vale più di quanto visto nell’ultimo turno di Champions League”, è il concetto espresso da Malagò, che invita a non identificare l’intero movimento con le difficoltà mostrate dalle squadre italiane nelle competizioni europee.
Il messaggio punta l’attenzione sulla necessità di reagire a un momento complicato, senza fermarsi alle prestazioni più recenti. I risultati internazionali rappresentano infatti un indicatore importante, ma il rilancio richiede un lavoro più ampio, capace di coinvolgere le diverse componenti del sistema calcistico.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto le singole squadre, ma anche la capacità di costruire condizioni favorevoli alla crescita del movimento. Per Malagò, il punto centrale resta la concretezza delle iniziative e la volontà di trasformare le riflessioni in interventi effettivi.

LE PAROLE DI MALAGÒ
Come sta andando questo ruolo da Commissario Figc, dopo quello da Presidente?
“Ti viene da ridere? Un po’ sì, dai (ride, ndr). Ci vuole molta pazienza, stiamo lavorando come prima per un ruolo diverso formalmente ma che nella sostanza non cambia molto. Comunque per sacro rispetto per quello che era l’ex Consiglio mi sembra giusto renderlo partecipe, coinvolgerlo, poi si procede da qui al 14 dicembre. Abbiamo tantissime vicende all’ordine del giorno, a cominciare da Silvio Baldini che sono felicissimo venga premiato, dopodiché si penserà alla Nations League, alla partita a Taranto dello spareggio Mondiale per le ragazze. Un insieme di impegni che possono tracciare il futuro delle squadre”.
Il calcio italiano è uscito a pezzi dall’ultimo turno di Champions: è così distante dalle altre?
“Sono sempre diffidente verso questi signori dirigenti che esprimono giudizi così netti sull’aspetto tecnico. Certo, quando ci sono quattro sconfitte su quattro, è evidente. Non si tratta solo del punteggio ranking, non penso sia questa la fotografia del nostro calcio, avete visto poi il giorno dopo che le squadre in Europa e Conference League hanno fatto bene. Per me valiamo di più”.
Per il rilancio del calcio italiano dalla base cosa si può fare di concreto?
“Si sta facendo qualcosa di concreto. C’è un movimento di gestione che parte dal Club Italia, che coinvolge Gianfranco Zola. Mi sembra stiate scrivendo ovunque che ci sono giovani italiani, alcuni secondo me non conosciuti magari al grande pubblico, che si stanno affacciando mostrando grandi prospettive per l’Under 21 e per la Nazionale maggiore. Poi c’è un discorso legato alle infrastrutture, con Euro 2032: è un discorso che, mi pare chiaro, va oltre i cinque stadi che verranno eventualmente scelti, e anche questo secondo me è qualcosa di significativo”.