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Gasperini e la difesa della Roma: numeri da “gladiatori”

Gasperini e la difesa della Roma: numeri da “gladiatori”

La difesa della Roma sorprende per solidità e numeri: recuperi alti, pressione e qualità degli interpreti spiegano il lavoro di Gasperini in giallorosso.

«Mi sono ritrovato una difesa di gladiatori». Gli è uscita così, tra il compiacimento generale. E probabilmente, al di là della retorica, avrà fatto piacere anche ai diretti interessati. Del resto, se leggi Gian Piero Gasperini pensi all’attacco, ai gol, ai centravanti, alle sovrapposizioni degli esterni. Poi, però, vai a leggere i numeri della difesa e rimani quantomeno sorpreso. Perché il miglior reparto arretrato dopo cinque giornate di campionato può essere un caso.

Non lo può essere, però, se è la prosecuzione di un lavoro di un anno. Andando a riprendere i numeri della passata stagione, infatti, la difesa romanista ha completato l’annata in seconda posizione (31 reti al passivo, media 0,82 a gara) dietro soltanto al Como (29), che oggi invece arranca con 6 gol subiti. È come se il tecnico di Grugliasco si fosse trasformato in una sorta di difensivista d’attacco, capace di salvaguardare la difesa non rinunciando alla filosofia del gol.

La difesa della Roma è da record: i numeri di Gasp

Alcuni dati vengono in aiuto e spiegano anche come alcune frasi che spesso vengono interpretate come retoriche, «Si difende in 11, si attacca in 11», abbiano un senso. Il riferimento è al recupero alto, all’efficacia della pressione che la Roma, giocando a uomo a tutto campo, esercita. I capitolini, nelle varie statistiche del nostro torneo, sono primi per recuperi sulla trequarti: 5,8 a match, che li fanno essere anche primi per possessi riconquistati nella zona centrale del campo (141), che permettono di chiudere il cerchio con 17 conclusioni nate da recuperi alti.

Della serie: la riconquista del pallone non è volta quindi a interrompere esclusivamente l’azione avversaria, ma diventa lo strumento per produrre occasioni da rete. E qui si inseriscono i “fantastici quattro” – N’Dicka, Mancini, Balerdi ed Hermoso – ai quali aggiungere Ghilardi e Koulierakis. Senza dimenticare che dietro di loro, tra i pali, gioca Svilar, da tempo il miglior portiere della Serie A.

Gasperini ha dunque l’imbarazzo della scelta, potendo permettersi di non far giocare in partenza l’ivoriano contro l’Inter, preferendogli Balerdi, e presumibilmente riproporlo proprio al posto dell’argentino domenica. L’Argentina affronterà infatti nella notte tra martedì e mercoledì il Benin per l’ultima di Messi in Albiceleste. L’ultimo impegno della Costa d’Avorio, invece, è stato sabato contro il Camerun. Almeno 36 ore che possono fare tutta la differenza del mondo.

fonte: Il Messaggero

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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