Il calcio di Fàbregas e Gasperini mette a confronto due idee di gioco: dal palleggio dell’allenatore spagnolo all’aggressività del tecnico giallorosso.
C’è un giorno in cui Claudio Ranieri sceglie Cesc Fàbregas per la Roma e lo corteggia dopo una sfida con il Como all’Olimpico; ce n’è un altro in cui, dopo il no dello spagnolo, dirotta le attenzioni (di riserva, come ha ammesso nel periodo in cui l’ira toccava le stelle) su Gian Piero Gasperini. Poi arriva il giorno, quello del giudizio, che ha decretato la fine del rapporto tra sir Claudio e la proprietà texana, con il rilancio di Gasp.
Chissà se, con Fàbregas sulla panchina romanista, la storia avrebbe preso una piega diversa; chissà se Ranieri sarebbe rimasto nella società e se, soprattutto, la squadra avrebbe conquistato la Champions al primo tentativo. Importa poco, ormai. Cesc si gode il Lario e lo star system hollywoodiano, Gian Piero il mare di Roma e la passione della sua gente. Contenti tutti, alla fine, Claudio a parte, che però ha trovato la sua porta in Federcalcio, al fianco di Mancini e Malagò. Una sliding door che, quindi, non ha fatto danni a nessuno.
Fàbregas sta creando qualcosa di superiore: dalla Serie C alla Champions, in così poco tempo, forse solo un mago sarebbe potuto riuscirci. Bravo lui, bravi i proprietari indonesiani Robert Budi e Michael Bambang Hartono, oltre al presidente Mirwan Suwarso, sempre presente al Sinigaglia e altrove. Il Como non è la nuova Udinese, forse è la nuova Sampdoria o il Parma di Callisto Tanzi: soldi, soldi, soldi e tante idee. Un calcio che piace alla gente che piace, insomma.
Il calcio di Fàbregas e Gasperini in campo a Como

Il confronto con Gasperini è alla pari: una vittoria ciascuno, l’ultima con qualche strascico polemico, vissuto proprio in Lombardia. Due uomini così distanti per età, trentanove anni l’uno e sessantotto l’altro, e per il modo di concepire il calcio: uno punta sulla tecnica e sul palleggio, l’altro sul muscolo e sull’aggressività. Ma è bello vederli uno contro l’altro. Di sicuro, tra i due c’è grande rispetto.
«Penso che la Roma sia una squadra molto propositiva, offensiva. Ha tanta gente giovane e Gasperini ha fatto crescere molti calciatori. Mi piace vedere le sue partite, nutro un rispetto enorme». Del resto, Como e Roma hanno puntato molto sugli allenatori, un po’ come accade in Inghilterra: due manager.
Poco inglese è invece la polemica di Cesc Fàbregas con la Federcalcio sulla questione Kean, che dovrà saltare la sfida di oggi per un infortunio rimediato in maglia azzurra. «Ha preso un forte colpo durante Italia-Belgio, ma la comunicazione tra Federazione e club dovrebbe migliorare, visto che poi è sceso in campo da infortunato con la Francia per novanta minuti». Pronta la replica della FIGC, affidata al medico Angelo De Carli: «Teniamo costantemente aggiornati i club».
fonte: Il Messaggero