Mancini parla dopo la sconfitta contro il Belgio e, soprattutto, costruire l’Italia del futuro. Il CT ha parlato alla vigilia della sfida contro la Turchia, in programma a Bursa, soffermandosi sul momento attraversato dalla Nazionale.
Mancini parla dopo la sconfitta
Uno dei temi affrontati riguarda l’assenza dell’Italia dalle ultime tre edizioni dei Mondiali. Mancini ha richiamato le grandi generazioni del passato, sottolineando la necessità di avere pazienza con i giovani: “Abbiamo avuto generazioni di grandi campioni in passato, come i Totti e Del Piero, e ora bisogna crescerne un’altra“. Il ct non sembra però intenzionato a stravolgere tatticamente la squadra dopo il ko contro il Belgio: “Non credo che cambierà molto tatticamente. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare e mettere insieme una squadra competitiva“.
Proprio sulla precedente sconfitta, Mancini ha invitato a non perdere equilibrio: “Abbiamo giocato contro una formazione di valore come il Belgio e ci ha effettivamente messo in difficoltà, ma nella ripresa abbiamo reagito bene e avremmo anche potuto pareggiare prima del loro raddoppio“. I fischi dell’Olimpico non hanno sorpreso il commissario tecnico: “Quando uno fa il tifoso ci può anche stare che fischi e sia deluso. Direi che è normale”. Secondo Mancini, saranno soprattutto i risultati a modificare il clima intorno alla Nazionale: “Penso che adesso dobbiamo restare tranquilli e non agitarci come sta accadendo“.

Mancini difende Romano
Spazio anche ad Alessandro Romano, finito al centro delle discussioni dopo la partita contro il Belgio. Mancini ha preso una posizione netta: “Credo che abbia fatto una buona partita e per me conta quello che penso io. Gli errori capitano a tutti, anche a giocatori più esperti”. Il ct ha poi aggiunto: “Se Romano giocherà domani non dipenderà dai giudizi che sono stati dati. Credo che avrà un grande futuro in Nazionale“.
Buone notizie arrivano invece da Bastoni, che non presenta problemi fisici ed è quindi a disposizione. Più incerta la situazione di Kean: “Non so se sarà in grado di giocare domani perché abbiamo giocato 48 ore fa e come tutti è stanco. Decideremo domani mattina“. Mancini ha inoltre spiegato perché dieci calciatori siano rimasti a Coverciano: la scelta era già stata programmata e, vista la lunghezza della trasferta, lo staff ha preferito non portare l’intero gruppo.
Cambi contro la Turchia
Qualche rotazione, comunque, ci sarà. “A livello di uomini sicuramente cambierà qualcosa perché è impossibile schierare un giocatore per quattro partite così ravvicinate. Potremo valutare altri calciatori in partite così importanti“, ha spiegato Mancini. Di fronte ci sarà la Turchia di Vincenzo Montella, avversario che il commissario tecnico considera particolarmente insidioso: “Montella ha fatto un bel lavoro e non meritava di uscire nel primo girone del Mondiale. Ha giocatori di talento e una squadra forte“.
Mancini chiede quindi un passo avanti soprattutto nell’atteggiamento: “Mi aspetto che l’Italia faccia una gara buona, che migliori il pressing e l’aggressività, ma in questi due giorni non abbiamo avuto tempo di lavorare. Servirà tempo“. Dopo il passo falso contro il Belgio, Bursa rappresenta dunque un’altra tappa nel percorso di costruzione della nuova Italia. Mancini non nasconde le difficoltà e chiede pazienza: l’obiettivo è ritrovare risultati nel presente, senza perdere di vista la crescita di quella nuova generazione chiamata a riportare la Nazionale ai livelli del passato.