Lunedì prossimo la Roma avrà in campo soltanto un nuovo acquisto, Molina, forse due con Mora. La Fiorentina invece è una squadra rivoluzionata.
Il Messaggero (A.Angeloni) – Non sarà come lo scorso anno, questo si legge tra le stelle. La Fiorentina è un’altra cosa, non sembra il gattino miagolante dello scorso anno; la Roma ha il petto in fuori, dall’alto del suo terzo posto raggiunto all’ultima giornata di campionato e si gioca comunque la prima da favorita, in casa, in uno stadio pieno, come sempre. Roma e Fiorentina è la sfida tra due mondi: le due società arrivano all’appuntamento dopo un percorso fatto su due binari opposti, con esigenze diverse, con un filo conduttore per i due ds, D’Amico e Paratici, la caccia al talento, possibilmente giovane.
Gasp ha dovuto puntellare la sua squadra, innanzitutto ringiovanendola, poi dandole un senso numerico e aggiungendo freschezza, con ragazzi di fantasia e qualità. La Fiorentina è stata praticamente rivoluzionata, ribaltata da capo a piedi (e ancora non è finita, come non lo è per la Roma), a partire dall’allenatore, che è nuovo, e si chiama Fabio Grosso, tra i più giovani e promettenti della serie A.
La Roma contro la Fiorentina di Grosso
Il risultato è che la Roma si presenterà all’appuntamento di lunedì con la maggior parte dei titolari del vecchio ordinamento, la Viola con più o meno sette uomini su dieci diversi dalla passata stagione. Dei vecchi, che non sono male, troviamo Fagioli, Mandragora e Kean, nuovissimi i quattro difensori, Jumenez, Dragusin, Viery e Valdepenas, nuovo il centrale di centrocampo, Oulai, e nuovi i due trequartisti, Atta e Mastantuono.
La Roma ha in canna i colpi Mora, l’ultimo arrivato, più Castro, che vedremo sicuramente in campo nei novanta minuti, non è detto dall’inizio, e Koulierakis, che parte come vice Hermoso. Al momento, l’unico volto nuovo nel potenziale undici titolare è Molina, che ha preso il posto di Celik, titolarissimo nella passata stagione. E in ballo c’è anche Mora, che si gioca il posto con Soulé.