Svolta nel caso Manchester City: la Commissione accerta 114 violazioni commerciali e finanziarie. Il club si dichiara deluso e annuncia battaglia legale

Il Manchester City respinge le accuse e prepara l’appello
La lunga e complessa vicenda giudiziaria che vede protagonista il Manchester City è giunta a un punto di svolta decisivo. La Commissione indipendente ha infatti pubblicato le proprie conclusioni in merito alle 115 accuse formulate dalla Premier League per il periodo compreso tra le stagioni 09/10 e 17/18. L’organo di controllo ha confermato ben 114 violazioni, facendo quindi entrare il procedimento in una nuova, accesa fase legale.
Nello specifico, la Commissione ha stabilito che i campioni d’Inghilterra in carica avrebbero fatto ricorso a contratti commerciali fittizi, alterando artificialmente i reali accordi economici tra le parti coinvolte. Tale meccanismo, secondo i giudici, avrebbe quindi permesso alla società di gonfiare i ricavi a bilancio e di ridurre i costi dichiarati.
I dati finanziari presentati dal club sono stati dunque ritenuti fuorvianti, con il reale stato delle finanze nascosto sia ai revisori interni sia agli organismi di vigilanza calcistica. Così si determina una significativa e sistematica infrazione dei limiti di spesa imposti dalle norme della Premier League e del FPF della UEFA. A ciò si aggiunge la conferma di 3 violazioni su 4 riguardanti i doveri di buona fede e collaborazione con gli investigatori durante lo svolgimento delle indagini.
La reazione dei Citizens non si è fatta attendere. Attraverso una nota ufficiale, la dirigenza ha respinto tutte le accuse: “Il Manchester City FC è sia deluso che sorpreso dall’opinione della Commissione della Premier League, pubblicata in data odierna. Il Club ribadisce la propria innocenza: esiste un corposo insieme di prove inconfutabili a totale sostegno della nostra posizione”.
La società di Manchester ha già annunciato battaglia e non considera affatto concluso l’iter giudiziario. I legali degli Sky Blues sono già al lavoro per presentare un ricorso formale presso i forum regolatori e legali competenti. Loro sostengono che la sentenza di primo grado contenga evidenti errori materiali, di diritto, di fatto e di principio.
Ricordando gli otto anni già trascorsi dall’apertura del fascicolo, il City spera che i successivi passaggi d’appello vengano gestiti da organi realmente terzi e imparziali. Auspicando che il verdetto definitivo sia lasciato a un’ulteriore e delicata pagina di diritto sportivo.