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Ndicka: “La Champions è speciale, dobbiamo essere ambiziosi”

Ndicka: “La Champions è speciale, dobbiamo essere ambiziosi”

Evan Ndicka, direttamente dal ritiro della Roma in Galles, ha rilasciato un’intervista parlando dell’ultima stagione, della Champions e di Koulierakis

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Roma, ecco le dichiarazioni di Evan Ndicka

Il difensore centrale ivoriano della Roma, Evan Ndicka, ha risposto a delle domande direttamente dal ritiro giallorosso facendo il punto della situazione e dello scorso anno. Di seguito le sue parole:

È tornato dopo un infortunio. Come procede il ritiro?
«Mi sento molto meglio dopo l’infortunio, sto ritrovando il mio miglior livello piano piano. Abbiamo preso qualche rete di troppo in queste partite, non voglio dire che le amichevoli non sono importanti ma ci stiamo preparando per arrivare pronti al campionato e faremo tutto il possibile per non prendere gol».

Ha vissuto il Mondiale dalla panchina.
«Non è stato facile per me perché mi ero preparato tanto per esserci. Anche dopo l’infortunio ho lavorato per la convocazione. Poi siamo stati eliminati e non ho mai potuto giocare, ma questa è la vita».

Suo padre è camerunense, sua madre è ivoriana. Come mai ha scelto la Costa d’Avorio?
«Ho preso questa decisione per la mia carriera, una scelta di cuore. Ho preferito giocare per la Costa d’Avorio invece che col Camerun o per la Francia».

Con lei in nazionale c’è Diomande che sta andando al Real Madrid. Consigli qualche giocatore per D’Amico?
«Yan è un giocatore fortissimo e siamo felicissimi per quello che sta facendo al Lipsia e spero che faccia bene al Real Madrid. È già ufficiale? (ride, ndr). Non consiglio nessuno dei miei compagni di nazionale, ma non perché non siano forti, ma perché dobbiamo avere rispetto per i club di appartenenza. D’Amico ha il suo staff per vederli», le sue dichiarazioni a forzaroma.info.

Ogni estate si parla di lei come possibile partente. È mai stato vicino all’addio?
«A fine campionato ho pensato solamente a recuperare dall’infortunio, poi il mio focus si è spostato sul Mondiale. Non posso controllare le voci che escono, non ho mai pensato di andare via. Io sono qua a Roma e sono prontissimo per aiutare la squadra e per lottare per questa maglia».

Ha un modello in difesa?
«Non ho particolari idoli, ma uno mi ha impressionato anche se non l’ho mai visto giocare. Baresi è stato uno dei centrali più forti della storia del calcio e vedo i suoi video su YouTube. Poi c’è Sergio Ramos che per noi difensori è un esempio».

L’attaccante più forte che ha affrontato?
«Non dico il nome di nessuno, non svelo questo segreto (ride, ndr)».

Si sente un leader?
«È la quarta stagione per me. Quando arrivano i nuovi mi sento in dovere di aiutarli per farli crescere ed ambientare. Nel 2023 mi aiutò Pellegrini oltre agli altri. Poi c’era Mourinho, un vero duro, ma per me non è mai stato un problema».

A proposito. È arrivato Koulierakis, che impressione le ha fatto?
«È un bel giocatore come tutti quelli che vengono alla Roma. C’è già intesa e siamo felici di avere Kostas con noi».

Pellegrini lo ha sentito?
«No, ma so che in questo momento è infortunato. Lo aspettiamo a braccia aperte perché è un giocatore fondamentale».

Ci racconta quella giornata ad Udine. Il mondo del calcio le è stato vicino dopo il malore.
«Ho avuto paura, ma subito dopo mi avevano detto che non era grave e mi sono tranquillizzato. Mi ha fatto piacere sentire la vicinanza di De Rossi e degli altri compagni di squadra».

La Roma è tornata in Champions.
«Bellissimo giocarla, ma non vogliamo essere delle comparse. Dobbiamo essere ambiziosi. Dobbiamo andare step by step, la Serie A è un campionato complicato e arrivare terzi non è una cosa semplice. Lavoriamo per fare meglio della passata stagione».

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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