La rimonta della Roma contro l’Atalanta evidenzia la profondità della rosa giallorossa: cambiando uomini e assetto, Gasperini ha mantenuto identità e intensità
La Roma di Gian Piero Gasperini ha trovato nella panchina una delle chiavi per ribaltare la sfida con l’Atalanta. La vittoria non è arrivata soltanto grazie alle giocate dei singoli, ma anche alla possibilità di modificare in corsa uomini, posizioni e caratteristiche senza perdere l’equilibrio complessivo. Una delle scelte più significative è arrivata quando il risultato era ancora sfavorevole. Malen è stato richiamato in panchina, nonostante avesse creato qualche difficoltà alla retroguardia avversaria. Il tecnico ha scelto di intervenire prima che la situazione diventasse irreversibile, affidandosi a interpreti differenti per cambiare il modo di attaccare.
Cinque cambi per trasformare la partita
La gara ha mostrato quanto possa essere importante avere a disposizione una rosa profonda. Gli ingressi di Castro, Soulé, Balerdi, Molina e Ghilardi hanno prodotto una trasformazione progressiva della squadra.
La panchina della Roma, quindi, non è soltanto una riserva della formazione titolare. È uno strumento tattico attraverso cui l’allenatore può intervenire sul match e modificarne l’inerzia.
A confermarlo è stato soprattutto Matias Soulé. Entrato a gara in corso, l’argentino ha firmato la rete che ha completato la rimonta, diventando l’immagine più evidente della qualità presente tra i giocatori inizialmente esclusi dall’undici. Ma il contributo dei subentrati non si limita al gol decisivo. Con il passare dei minuti la Roma ha trovato maggiore intensità, aggressività e presenza nelle zone del campo in cui la partita stava diventando decisiva.
Roma, cinque argentini insieme nel finale
Il successo contro l’Atalanta ha lasciato anche un dato particolare. Nel finale, cinque argentini hanno condiviso il campo con la maglia giallorossa: Dybala, partito titolare, insieme a Soulé, Castro, Balerdi e Molina.
Per ritrovare una presenza contemporanea così numerosa di calciatori argentini bisogna tornare al 23 ottobre 2011, in occasione di Roma-Palermo. In quella circostanza la squadra allenata da Luis Enrique aveva schierato Burdisso, Heinze, Gago, Lamela e Osvaldo. Il dato statistico è curioso, ma il suo significato va soprattutto oltre la nazionalità. I cinque argentini presenti oggi nella rosa della Roma di Gasperini non costituiscono un gruppo costruito semplicemente sulla provenienza comune.