Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato un’intervista nella quale ha confrontato i tifosi e le città di Roma e Milano sottolineando l’emotività dei fan giallorossi

Roma, le dichiarazioni di Mkhitaryan sui tifosi giallorossi
In un’intervista ad Armenia Public TV, il centrocampista dell’Inter, Henrikh Mkhitaryan, ha raccontato le differenze che ci sono tra i tifosi e le città di Roma e Milano. L’ex Arsenal e Manchester United ha poi parlato anche della Conference League vinta con i giallorossi nel 21-22.
Di seguito le sue parole:
«A Milano mi sento molto più rilassato, è una città tranquilla nonostante sia un luogo turistico. Roma invece è più caotica. Stando lì capisci di essere in Italia: non c’è spazio per i risentimenti, la vita è bella. Milano assomiglia di più alla Germania, ha una mentalità più tedesca essendo anche vicina all’Austria. La gente pensa di più al lavoro, a fare le cose nel modo giusto, si può dire siano più disciplinati».
«A Roma hanno più energia, sono più emotivi. A Milano invece c’è più comprensione. Se perdi una partita non è un dramma, sanno che comunque avevi intenzione di vincere. A Roma se vinci due o tre partite pensano di vincere lo scudetto, se poi però perdi diventa il caos: non sai più giocare, non vali niente, vai venduto…».
«Per me l’obiettivo è sempre stato giocare e provare piacere nel farlo, perché so che la carriera di un calciatore è molto breve e bisogna sfruttarla il più possibile. Quando ero all’Arsenal, dopo un anno e mezzo, avevo ancora tre anni di contratto. Non giocavo. Avrei potuto restare lì e pensare: “Non importa se non gioco, sono comunque all’Arsenal”. Ma non provavo più piacere a giocare a calcio. Avevo bisogno di una nuova sfida, di un posto dove potessi tornare ad amare il calcio. Perché per me il calcio è sempre stato amore. Non ho mai giocato a calcio per andare in una determinata squadra. Non ho mai giocato soltanto per poter dire: “Gioco al Manchester United” oppure “Ho giocato in questo club”. Ho sempre giocato perché amavo questo gioco. Arrivando alla Roma forse ho fatto un passo indietro, forse due, perché passavo dalla Premier League inglese a una Roma che in quel momento attraversava un periodo difficile. Era una squadra di livello medio, forse un po’ superiore alla media. Ma sono arrivato in una squadra nella quale ho ricominciato ad amare il calcio. Ed era la cosa più importante per me».