ULTIM'ORA

Roma-Real Madrid, la grande illusione

Roma-Real Madrid, la grande illusione

L’illusione della Roma contro il Real Madrid: prima il vantaggio e il dominio, poi la rimonta subita con tre gol da calcio d’angolo.

Corriere della Sera (D.Stoppini) – Otto minuti e tre calci d’angolo. Sembra un gioco da tavolo. Anzi no, uno di quelli da ragazzi al campetto sotto casa. Oppure è semplicemente la Champions League, il territorio preferito di quel diavolo di José Mourinho, che nella maniera più beffarda che esista eccolo lì che saluta, ringrazia per l’affetto e si porta via tre punti contro la sua ex Roma. Al 38’ del secondo tempo la squadra di Gasperini era avanti 3-1. Poi però Malen e compagni decidono di suicidarsi, dimenticando come si difende su calcio piazzato. Espi prima, Endrick e infine Rudiger (altro ex) firmano un ribaltone clamoroso.

Roma-Real Madrid illusione
GIAN PIERO GASPERINI AMAREGGIATO E ENDRICK ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma-Real Madrid, l’illusione poi la rimonta

E sì che il rischio di quando affronti squadre come il Real Madrid è la frustrazione. La frustrazione di giocare un primo tempo quasi perfetto come quello della Roma, tra pressione, ritmo, letture tattiche. Epperò il rischio è dietro l’angolo, specie per una squadra come quella di Gasperini che se la gioca uomo contro uomo a tutto campo. Il 3-4-2-1 si schiaccia in fase difensiva in un 4-4-2, con Wesley dirottato a controllare il contachilometri di Vinicius e Mancini alzato su Bellingham. Il piano funziona. È Dybala, prima della metà del primo tempo, a buttarsi in scivolata per rubare un possesso, da lì la Roma muove il pallone fino a mandare al tiro De Roon, il cui destro leggermente deviato da Konaté finisce in porta. Basta nulla per accendere l’attacco di Mourinho. Quel poco lo mette involontariamente Hermoso, che buca e di fatto manda in porta Mbappé per il pareggio, al primo tiro in porta della serata.
Nel secondo tempo Gasp è costretto a giocarsi la carta Rodrigo Mora al posto di Dybala, uscito per un risentimento muscolare. La mossa è giusta, perché praticamente al primo pallone toccato il portoghese imbuca per Malen e il 2-1 è gioco fatto. La Roma vola sull’entusiasmo, pochi minuti più tardi Soulé taglia il campo da destra verso il centro e replica la giocata centrale per Malen. Ma poi, riecco la frustrazione. Basta abbassare un po’ il livello o che arrivi un po’ di stanchezza. Oppure basta che i nuovi entrati — Balerdi prima e poi Koulierakis — non replichino le prove di Mancini ed Hermoso e addio sogni di gloria.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

392 articoli