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Roma, Sabatini: “Roma candidata allo Scudetto”

Roma, Sabatini: “Roma candidata allo Scudetto”

Walter Sabatini, ex DS tra le altre della Roma, ha rilasciato un’intervista nella quale ha raccontato il suo parere sulle possibilità Scudetto dei giallorossi

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Roma, ecco le dichiarazioni di Walter Sabatini

L’ex direttore sportivo giallorosso, Walter Sabatini, ha rilasciato un’intervista a Tuttosport nella quale ha parlato dell’ottimo momento della Roma di Gasperini, accennando anche lo Scudetto. Sabatini ha poi espresso il suo pensiero anche sul nuovo acquisto Rodrigo Mora, sul Como di Fabregas, su De Rossi e sui tifosi giallorossi.

Di seguito le parole di Sabatini:

Quanta differenza avrebbe fatto per la Roma avere in rosa il famoso esterno sinistro offensivo? “Beh, penso una differenza importante, anche se non mi sembra che la Roma oggi sconti questa assenza o sconti qualche lacuna della rosa, perché mi pare che la Roma sia veramente una serenissima candidata a combattere fino in fondo per lo scudetto per come stanno giocando. C’è una coesione formidabile tra i giocatori e una condizione anche fisica inaspettata da parte di altri, tipo Dybala. Ci sono tutte spinte, diciamo, centrifughe molto positive nella Roma”.

Che giudizio dà su Rodrigo Mora e sull’operazione della Roma? Quanto può incidere sotto la guida di Gasperini? “I giocatori devono incidere per come sono. Penso che Rodrigo sia un ragazzo certamente talentuoso, ma non ancora un talento, è un giocatore che ha un repertorio suo tecnico molto consistente. Però adesso deve misurarsi con un campionato molto difficile da un punto di vista tattico: lo controllano, lo curano, lo marcano. E si deve mettere in condizione di non farsi inghiottire dal campo. Spesso i calciatori vengono inghiottiti dal campo. E questo non deve succedere con Rodrigo Mora”.

Lei ha sempre manifestato il suo amore per la Roma, eppure dai tifosi viene spesso definito “laziale”. Si sente di dare una risposta definitiva a questa etichetta? “No, perché non me ne frega niente. Io alla Lazio ho lavorato orgogliosamente, l’ho sempre detto. Devo molto a Lotito, perché lavorare con lui qualche anno mi ha permesso di rientrare a pieno titolo in un mondo che mi stava sfuggendo. Dopo la Lazio sono andato a Palermo e lì il mio lavoro è stato premiato dai risultati e dal valore dei giocatori. Non rinnegherò mai le squadre per cui ho lavorato e neanche mi offendo se i romanisti dicono che sono laziale. Certo, sono stato laziale perché io amo i club per i quali lavoro. E mi è successo anche alla Lazio. Naturalmente alla Roma ho avuto più tempo, la Roma è diventata la storia della mia vita. Cioè tutto il tempo che sono stato a Roma è praticamente il tempo della mia vita intera, anche nelle esperienze nei sentimenti fuori dal campo”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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