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Roma, Scala svela la linea di Gasperini: le giovanili al centro del progetto

Roma, Scala svela la linea di Gasperini: le giovanili al centro del progetto

Il Premio Scopigno è stata l’occasione per Mattia Scala, allenatore della Roma Primavera, per parlare del rapporto tra la prima squadra e il settore giovanile giallorosso. Il tecnico si è soffermato sull’attenzione di Gian Piero Gasperini verso i giovani e sulle possibili prospettive di crescita per i talenti del vivaio. Tra le ipotesi anche quella di una squadra Under 23, che potrebbe rappresentare un passaggio importante nel percorso dei ragazzi verso il calcio professionistico.

Premio Scopigno, Scala: “Gasperini guarda molto alle giovanili”

Intervenuto a margine della cerimonia del Premio Manlio Scopigno, Scala ha affrontato il tema del lavoro sui giovani e del legame tra il vivaio e la prima squadra. L’attenzione di Gasperini verso il settore giovanile rappresenta un elemento significativo per la crescita dei talenti giallorossi, chiamati a dimostrare di poter competere anche a livelli più alti.

Per un club come la Roma, valorizzare i ragazzi cresciuti nel proprio vivaio significa investire sulle risorse interne e costruire un percorso che permetta ai prospetti più interessanti di avvicinarsi gradualmente alla prima squadra. In questo contesto, il confronto tra Primavera e gruppo dei grandi può diventare uno strumento utile per individuare e accompagnare i giovani più pronti.

Il lavoro quotidiano assume quindi un ruolo centrale: non basta emergere nelle competizioni giovanili, ma occorre anche sviluppare caratteristiche tecniche, tattiche e caratteriali che consentano di affrontare il salto tra i professionisti.

Mattia Scala, allenatore della Roma Primavera, al Premio Manlio Scopigno

LE PAROLE DI SCALA

Il grande lavoro del Settore Giovanile della Roma sta producendo una serie di talenti incredibili, anche in ottica futura e di Nazionale.

“Assolutamente sì. Sono molto contento di essere qui, in rappresentanza di un club che mi ha dato la possibilità di allenare nel Settore Giovanile ormai da 13 anni. Credo che ogni anno lavoriamo per mettere a disposizione della prima squadra nuovi giocatori. L’ultimo è Alessandro Di Nunzio, che ha esordito l’altro giorno, ma anche Emanuele Lulli, che ha segnato”.

Quanti altri Lulli, tra virgolette, intravedi già?

“Speriamo tanti. Il percorso è lungo e poi il calcio vive di opportunità, quindi i ragazzi devono essere bravi a cogliere le occasioni che vengono loro concesse. Abbiamo la fortuna che il mister guardi molto al Settore Giovanile, anche per la sua storia. Speriamo di tirarne fuori altri”.

Quanto è importante per te il confronto quotidiano con Gasperini?

“Per me significa imparare ogni giorno. Abbiamo la fortuna di condividere il campo con lui quotidianamente, quindi ogni tanto mi metto anche un po’ di nascosto a guardare gli allenamenti per cercare di imparare. È veramente un piacere e un onore”.

Ti aspetti che altri ragazzi della Primavera possano trovare spazio in prima squadra?

“Questo non lo so, io me lo auguro sempre. Il mio lavoro, insieme a quello dello staff, è quello di tirare fuori altri giocatori. Quindi, se ci fosse l’opportunità, noi saremmo contenti. Lavoriamo ogni giorno per questo”.

Quanto è importante la presenza della società, a partire proprio da John Galantic?

“Tantissimo. La società ci è vicina ogni giorno e crede molto nel Settore Giovanile. In primis, come detto, il CEO, ma anche il direttore sportivo Tony D’Amico e il responsabile del Settore Giovanile Massimo Margiotta, che sono costantemente con noi. C’è un confronto diretto e quotidiano, c’è tanta fiducia ed è un aspetto in più su cui possiamo lavorare”.

Com’è il rapporto con le altre figure del Settore Giovanile e della società?

“C’è un rapporto di amicizia ormai, posso dirlo, dopo tutti questi anni. Stiamo parecchio insieme, condividiamo tanto le nostre idee e passiamo anche del tempo libero insieme. Questo, secondo me, è importante anche per la crescita dei ragazzi, perché vedere uniti direttore e allenatore rappresenta per loro una spinta in più”.

Cosa pensi dell’eventuale creazione di una Roma Under 23?

“Mi auguro che possa rappresentare uno step di crescita per i ragazzi, un po’ come succede anche all’estero. Affrontando la Youth League vediamo tante realtà che hanno una formazione Under 23, quindi anche molti ragazzi che sono un po’ più pronti rispetto a quelli dell’età che alleniamo noi. Mi auguro di sì”.

A proposito della Youth League, che tipo di competizione è per i ragazzi? Quanto è importante confrontarsi con i giovani degli altri Paesi? La Roma ha giocato molto bene nelle prime partite.

“È sicuramente una competizione che ti forma tantissimo, perché non solo giochi contro formazioni straniere che hanno un’intensità diversa, ma soprattutto affronti tre partite a settimana. Domani sarà la quarta in dieci giorni, quindi questo ti costringe anche a lavorare in maniera diversa, più simile a quello che fai in prima squadra. Al momento, secondo me, il cammino è positivo. Come hai detto tu, abbiamo giocato due ottime partite e non abbiamo raccolto i punti che meritavamo contro il Real Madrid, però fa parte del percorso. Continuiamo così, cercando di formare giocatori e, parallelamente, di offrire queste prestazioni e portare a casa qualche risultato”.

Si parla molto in queste ore di una Roma B, di una Under 23, ma la prima squadra ha già una media d’età molto giovane. Ti aspettavi che i ragazzi fossero così pronti a entrare nei meccanismi della prima squadra?

“Torno al discorso di prima: me lo auguravo, perché lavoriamo ogni giorno. Secondo me abbiamo tanti ragazzi bravi, ancora un po’ acerbi, ma che con il tempo potranno essere utili al mister e alla società”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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