In una lunga intervista Niccolò Zaniolo ha parlato del suo rapporto con la Roma e i tifosi e di due allenatori per lui fondamentali: Gasperini e Mourinho.
Niccolò Zaniolo, attaccante dell’Udinese, ha parlato a Calciomercato.com in una lunga intervista e ha ricordato anche il suo passato con la maglia della Roma, oltre che con l’Atalanta al servizio di Gian Piero Gasperini. Il classe 99, arrivato in giallorosso nell’estate del 2018 all’interno dell’operazione che ha portato Radja Naninggolan all’Inter, ha trascorso anni intensi nella capitale. Lanciato da Eusebio Di Francesco, ha mostrato il suo grande talento prima di incappare in due gravi infortuni al ginocchio. Con José Mourinho ha alzato la Conference League realizzando il gol decisivo in finale, ma successivamente qualcosa si è rotto fino all’addio nel gennaio 2023 alla volta del Galatasaray. Queste le sue parole.

Zaniolo sulla Roma e Gasperini
Su Gasperini come allenatore.
“Gasperini è un allenatore incredibile. Riesce a tirar fuori il 120% da ogni giocatore, ti fa volare fisicamente e mentalmente. All’Atalanta io venivo da un problema al quinto metatarso e non potevo soddisfare a pieno le sue richieste, ma ho avuto l’onore di essere allenato da un visionario come lui. Ovunque va lascia il segno, e la Roma quest’anno sta volando. Potranno sicuramente dire la loro per lo Scudetto”.
Sui trascorsi alla Roma.
“La mia parentesi in giallorosso è stata una delle più importanti e di maggior insegnamento della mia vita. Mi porto dentro grandi gioie – la vittoria della Conference League, l’esordio al Bernabéu, il primo gol in Serie A col Sassuolo – ma anche delusioni. A Roma ho lasciato tanti amici, mia moglie è di Roma, il mio primo figlio è nato lì… stiamo persino pensando di tornarci a vivere quando finirà la mia carriera. Forse tante cose non le rifarei, ma senza quegli errori e senza infortuni così gravi come quelli al crociato, oggi non sarei la persona e l’atleta che sono. Mi hanno insegnato a curare il fisico, l’alimentazione e la prevenzione. Oggi non vado in campo senza aver fatto prevenzione. Mi è dispiaciuto chiudere il rapporto in maniera un po’ brusca con l’ambiente, che tuttora tifo e supporto”.
Sul rapporto con Mourinho.
“Mourinho è “Special” in tutto: nella gestione, in campo, nella visione della partita. Ci sono tanti aneddoti che potrei raccontare… Dirne uno? È legato alla finale di Conference: io ero in ballottaggio con un altro giocatore tutto il suo staff consigliava di non far giocare me ma lui. E Mourinho allora rispose: “No, domani Nicolò deve giocare perché fa gol”. Altre volte veniva in spogliatoio e diceva: “domani partiamo forte li mettiamo in difficoltà e iniziamo 1-0″ e il giorno dopo si partiva forte e partivamo 1-0. È un maestro. Fuori dal campo mi ha aiutato moltissimo. Tuttora ci sentiamo su WhatsApp, ogni tanto scrive lui, ogni tanto io. Che un allenatore che ha guidato campioni di livello mondiale trovi il tempo spontaneamente per chiedermi come sto, fa capire la grandezza dell’uomo prima ancora del tecnico”.