John Galanctic e la Roma, il dirigente racconta la passione per i colori giallorossi, i ricordi legati a Totti e il rapporto con il club.
Ospite al Festival dello Sport insieme al tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini, il CEO della Roma John Galanctic ha raccontato i suoi primi mesi nella nuova veste dirigenziale, soffermandosi sul legame personale con il club capitolino e sulla passione nata da bambino. Spazio anche al rapporto con la proprietà texana e alla filosofia che accompagna il nuovo corso societario.
Galanctic e la Roma: le parole del CEO
«Qualche settimana fa c’è stato il mio primo giorno di lavoro, ero in Galles in ritiro con la squadra e in pieno calciomercato, con un collega esigente accanto. È stato un battesimo di fuoco, ma ho avuto la fortuna di entrare in un momento molto positivo. Del resto, c’è stata una bella partenza quest’anno. Anche io preferisco una squadra che vada a prendere la palla senza aspettare».
«La passione per i colori giallorossi è nata grazie a mio padre. Mi portava allo stadio quando venivamo in Italia e mi sono innamorato della Roma. Tuttavia, non avrei mai immaginato che poi sarei tornato in questo ruolo. Tra quelli che mi hanno più emozionato c’è Francesco Totti. Il passaggio al volo spalle alla porta che vede solo lui è poesia. Mi ricordo un derby con un triplo sombrero di Cafu a Nedved, ma anche il vantaggio recente con la rete di Soulé contro l’Atalanta. Anche se mi hanno avvertito prima del match che ora ho un ruolo importante e devo fare meno il tifoso, quando ho visto il gol di Matías non ho capito più niente».
«I Friedkin li ho conosciuti nella transazione con la vecchia proprietà. Mi hanno colpito per come tengono al progetto romanista. Restano in silenzio e lavorano dietro le quinte. Dan ha creato un impero in diversi settori, tra cui ora anche lo sport. Sono stato sorpreso del tempo che passa dietro tutti questi business, nonostante lui non parli quasi mai, nemmeno in America. Dobbiamo però rispettare la sua natura e ora hanno chiesto a me di parlare. Comunque sia, prima, durante e dopo le partite sono molto dentro, altrimenti non faresti tutti questi investimenti».