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Dybala e Nico Paz eredi di Messi: il futuro argentino a Como

Dybala e Nico Paz eredi di Messi: il futuro argentino a Como

Dybala e Nico Paz eredi di Messi: due talenti argentini, un’eredità ingombrante e una sfida a Como che intreccia il mito della Pulce e il futuro della Roma.

La settimana che calcisticamente è stata segnata dall’addio all’Argentina da parte di Leo Messi si chiuderà domani. In campo si sfideranno due giocatori che il fenomeno di Rosario hanno prima tifato e poi vissuto da compagno, sognando un giorno di poterlo emulare: Paulo Dybala e Nico Paz. Nessun paragone blasfemo, per carità, ma basta riprendere le cronache per vedere come i talenti di Como e Roma siano stati indicati, chi prima, chi dopo, come possibili eredi parziali di Messi nell’Albiceleste.

Dybala e Nico Paz eredi di Messi, due geni a confronto

Dybala, Roma, Soulé, Ronaldinho
PAULO DYBALA IN AZIONE (FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Questo si è detto per anni in patria di Dybala. Ma, oltre a condividere con lui la maglia della nazionale, la Joya ha avuto anche modo di sfidarlo: espressione che, per un calciatore argentino contemporaneo, deve suonare un po’ come l’affronto di Icaro al Sole. In quella notte del 2017, però, Paulo riuscì a non bruciarsi, anzi. A Torino arrivò il Barcellona, per i quarti di finale di Champions League contro la Juventus. Risultato: 3-0 per i padroni di casa, con doppietta di Dybala.

Se il percorso del numero 21 romanista è scivolato in parallelo, sul piano temporale, con quello di Messi, Nico Paz, invece, è nato nel 2004, quando il mancino di Rosario aveva già debuttato con i blaugrana e vestito la maglia della Selección nelle giovanili. Lui che, nella già citata notte del Monumental di martedì scorso, ha segnato un gol capolavoro su assist proprio di Messi. Una prodezza che, in Sudamerica, ha fatto nascere il dibattito sulla nuova destinazione della maglia numero 10.

Quella rete, così come tutta l’amichevole contro il Benin, seguita dalla cerimonia d’addio, la Joya l’ha ammirata da casa. Dybala era nella lista degli invitati, ma la Roma ha deciso di trattenere a Trigoria lui e il compagno Molina, proprio per la vicinanza alla gara del Sinigaglia. Troppo importante la sfida di domani, anche di fronte all’addio di un dio del calcio, perché la Roma, in riva al lago, cerca conferme all’interrogativo scaturito dall’avvio di stagione: è possibile sfidare l’Inter per lo scudetto?

fonte: Corriere della Sera

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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