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Fabregas al Festival dello Sport: “Ho rispetto per Gasperini”

Fabregas al Festival dello Sport: “Ho rispetto per Gasperini”

Fabregas al Festival dello Sport ha parlato anche della sua relazione con Gian Piero Gasperini, allenatore dalla grande esperienza rispetto a lui.

Cesc Fabregas, allenatore del Como, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento e ha parlato anche di Gian Piero Gasperini. I due allenatori, rivali fino all’ultimo nello scorso campionato e prossimi a sfidarsi alla ripresa della Serie A dopo la sosta, sono rispettivamente il più giovane e il più anziano della Serie A, ma condividono l’apprezzamento per un calcio intenso e vocato all’attacco. Il tecnico catalano davanti alla platea trentina ha discusso riguardo le fondamenta del progetto Como, la sua idea di calcio e la crescita dei calciatori. Qui sotto uno stralcio delle sue dichiarazioni.

Fabregas al Festival dello Sport
GIAN PIERO GASPERINI INDICA IL NUMERO SETTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Fabregas al Festival dello Sport: “Ascolto chi ne sa più di me”

“Ci sono stati scambi, scambi accesi con dei colleghi, è vero. Io stesso sbaglio molte volte, sono ancora giovane e spesso sono ancora emotivo. Io spero che un allenatore più esperto, se sbaglio, me lo dica. Per esempio Gasperini, per cui ho grande rispetto. A me piace ascoltare le persone che sanno più di me. Non si può tenere la stessa amicizia o rapporto con tutti, siamo tutti diversi”.

Sul progetto Como.

“Quando mi hanno chiamato e presentato il progetto Como mi hanno fatto capire subito che era una cosa diversa, una in cui c’erano cuore, gente sana e di calcio. Ho cominciato a studiare la loro storia, quello che rappresenta la squadra per la città, per i tifosi. È stato speciale da subito, e quello che stiamo vivendo è la conseguenza di una trasformazione a 360 gradi”.

Su Paz e Da Cunha.

“So che un allenatore alla fine viene giudicato dai trofei, ma i miei trofei sono la crescita dei giovani come Da Cunha. Ci sono tanti ragazzi che hanno scelto il Como per me, come Nico Paz per esempio, con suo padre che ha visto qualcosa in me. Non me la sento di lasciarli, di lasciare l’identità che stiamo cercando di costruire”.

Sulle ambizioni per la stagione.

“La sfida di questa stagione è vivere un anno che nessuno di noi ha mai vissuto: giochiamo tre partite a settimana, per tutta la stagione, aggiungendoci per molti anche la nazionale e un nuovo livello. Ovviamente non è facile da gestire”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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