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La nuova Roma corre: il vero marchio di Gasperini è già evidente

La nuova Roma corre: il vero marchio di Gasperini è già evidente

Il 4-0 alla Fiorentina ha fatto rumore per il risultato, ma il segnale più importante è arrivato dal modo in cui la Roma ha dominato la partita.

Non è solo questione di gol

La vittoria contro la Fiorentina ha restituito una Roma aggressiva fin dai primi minuti. I giallorossi hanno cercato di recuperare il pallone rapidamente, hanno alzato la pressione e hanno costretto gli avversari a giocare spesso sotto ritmo. Il 4-0 ha quindi raccontato solo una parte della prestazione: la vera differenza è stata l’intensità con cui la squadra ha interpretato entrambe le fasi. È esattamente ciò che Gasperini chiede alle sue squadre. La Roma non aspetta più necessariamente l’errore dell’avversario, ma prova a provocarlo. Inoltre, quando recupera il pallone, cerca immediatamente la verticalizzazione. Dybala può ricevere tra le linee, Malen attacca la profondità e gli esterni accompagnano l’azione. Il calcio di Gasperini sta quindi diventando riconoscibile anche attraverso i movimenti, non soltanto attraverso il modulo.

L’intensità come identità

La differenza rispetto alla scorsa stagione non sta soltanto negli interpreti. Gasperini sta cercando di trasformare l’intensità in una vera identità collettiva. Per farlo servono giocatori disposti a correre, accettare i duelli e mantenere alta la concentrazione anche quando la partita sembra già indirizzata. Contro la Fiorentina, la Roma ha continuato a spingere anche dopo aver trovato il vantaggio, evitando di abbassarsi e concedere agli avversari la possibilità di rientrare. Tuttavia, è proprio qui che arriva il primo punto interrogativo. Una partita non basta per certificare una trasformazione. La Roma dovrà ripetere questo atteggiamento contro squadre che difenderanno più basse, contro avversari capaci di uscire dalla pressione e soprattutto quando arriveranno gli impegni di Champions League. Il calendario metterà alla prova la tenuta fisica e mentale del gruppo.

Correre è facile, farlo per una stagione no

Il 4-0, quindi, può essere letto come un punto di partenza. Gasperini ha dato alla Roma un’identità precisa, ma adesso deve renderla sostenibile. La Champions aumenterà il numero delle partite e obbligherà il tecnico a ruotare gli uomini. Per questo il mercato non è ancora un capitolo secondario: avere alternative all’altezza sarà fondamentale per mantenere quell’intensità anche nei momenti più complicati. La prima Roma della stagione ha mandato un messaggio chiaro: non vuole semplicemente giocare bene, vuole imporre il proprio ritmo. È questa forse la differenza più importante rispetto al passato. Il 4-0 alla Fiorentina potrebbe essere soltanto una grande serata, ma se quella velocità, quella pressione e quella fame diventeranno una costante, allora la Roma avrà davvero iniziato a parlare la lingua di Gasperini. E a quel punto il risultato sarà soltanto la conseguenza più visibile di un’identità finalmente costruita.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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