L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni sull’addio di Bruno Conti alla Roma e sul saluto che gli andrebbe tributato.
Corriere dello Sport (I.Zazzaroni) – Esiste il campo ed esiste chi per il campo ha dato la vita. Esiste l’esigenza tecnica ed esiste chi è rimasto negli occhi più a lungo di una lamentela di mercato. Esiste il presente ed esiste la storia. Perché la verità è che sicuramente a questa Roma manca un’ala sinistra, ma in realtà a mancare è molto di più. Manca la sua storia, la sua appartenenza, la visione di chi a Roma è stato e sa cosa significa. Quindi l’assenza non è una casella in una rosa, ma l’omaggio a un’altra ala sinistra che alla Roma ha dedicato vita e carriera consegnandosi corpo, talento e anima per 50 dei cento anni.
Nei mesi scorsi Bruno Conti ha chiuso definitivamente la sua avventura in giallorosso, l’abbiamo saputo attraverso un comunicato non particolarmente generoso. Così fanno oltre frontiera: quindici minuti per svuotare l’armadietto. Il sentimento è un residuo novecentesco.
Bruno Conti è la storia
Invece. Invece è molto di più. Poi ci sono state l’estate più calda di sempre, la campagna acquisti più complicata e altre distrazioni. Ora però l’inizio del primo campionato senza Bruno, che della storia della Roma è una delle tre figure intoccabili, impone una riflessione molto seria su come il club dei Friedkin possa onorarlo degnamente, rispettando il campione e la volontà della tifoseria.
Non è questione di tasse obbligate o regalie testamentarie. È questione di Roma o di morte. Della natura romana, delle origini, delle radici. Nella Roma dei Friedkin sono quasi del tutto spariti i portatori di memoria storica, ma gli americani sono straordinariamente bravi nel rendere omaggio ai loro “grandi” al punto da averlo insegnato anche agli ‘altri’. Urge ripassare la lezione, per non rimpiangere o piangere quando sarà troppo tardi per dirsi anche buongiorno.