ULTIM'ORA

Non basta partire forte: la Roma deve imparare a chiudere le partite

Non basta partire forte: la Roma deve imparare a chiudere le partite

La Roma di Gian Piero Gasperini ha dimostrato di avere qualità, intensità e capacità di mettere in difficoltà anche le grandi d’Europa. Tuttavia, le ultime uscite hanno evidenziato un problema che non può più essere ignorato: i giallorossi riescono a costruire vantaggi importanti, ma faticano a gestire quando la partita cambia direzione. Le rimonte subite contro Real Madrid e Manchester United raccontano una squadra capace di accendersi, ma ancora alla ricerca della continuità necessaria per gestire ogni momento della gara. Perché partire forte è importante, ma saper chiudere una partita rappresenta un’altra forma di maturità.

Il vantaggio non è una garanzia

Contro il Real Madrid, la Roma era riuscita a portarsi sul 3-1 all’Olimpico, prima di subire la rimonta degli spagnoli negli ultimi minuti. A Old Trafford, invece, i giallorossi avevano chiuso il primo tempo sul 2-0 grazie alle reti di Soulé e Malen, ma nella ripresa hanno assistito alla reazione del Manchester United, capace di ribaltare il risultato fino al 3-2 finale.

Due sconfitte differenti, ma con un elemento in comune: la difficoltà nella gestione dei vantaggi in partita quando l’avversario aumenta la pressione. In queste situazioni non basta affidarsi all’entusiasmo o alla qualità dei singoli. Serve lucidità, occorre leggere meglio gli spazi e capire quando continuare ad attaccare e quando, invece, rallentare il ritmo. La Roma, al momento, non sempre riesce a trovare questo equilibrio.

Grinta gasp 1 1. Roma gestione dei vantaggi in partita
LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Roma, gestione dei vantaggi: quando cambia l’inerzia, manca la reazione

Il calcio proposto da Gasperini si basa su aggressività, intensità e ricerca costante della porta avversaria. È un’identità precisa, che ha già prodotto prestazioni convincenti, ma che richiede grande attenzione anche nella gestione delle energie.

Quando la squadra perde campo, infatti, sembra faticare a ritrovare le distanze e a costruire una reazione efficace. Contro il Manchester United, dopo il gol di Bruno Fernandes, i giallorossi hanno progressivamente perso sicurezza, lasciando agli inglesi sempre più spazio e iniziativa.

È proprio questo il passaggio da correggere: una squadra ambiziosa deve saper affrontare anche le fasi di sofferenza senza smettere di giocare. A volte può essere necessario abbassare il ritmo, cercare maggiormente gli attaccanti o affidarsi a un possesso più ragionato. Non significa rinunciare alla propria identità, ma imparare a utilizzare soluzioni diverse in base a ciò che accade sul campo.

La maturità è il prossimo passo

La Roma ha ancora margini di crescita e le sconfitte europee possono diventare un’occasione per correggere alcuni difetti. Gasperini dovrà lavorare soprattutto sulla capacità del gruppo di mantenere concentrazione e compattezza anche quando il piano iniziale non funziona più. Serviranno maggiore comunicazione tra i reparti, attenzione nei momenti decisivi e soprattutto personalità da parte dei giocatori più esperti.

La sfida contro il Sassuolo rappresenta già un’occasione per mettere in pratica queste indicazioni, ritrovando fiducia dopo la delusione di Manchester. Il risultato sarà importante, ma lo sarà altrettanto il modo in cui la squadra affronterà le difficoltà.

Perché una grande Roma non deve soltanto saper dominare per quarantacinque minuti: deve dimostrare di poter controllare una partita dall’inizio alla fine. E questo, oggi, è il salto di qualità che manca.