L’ala sinistra la pretende, ne ha bisogno, o se non arriva è la stessa cosa?
“Solamente se può essere un valore aggiunto, altrimenti non mi vado a caricare di giocatori tanto per. Chi arriva è fortemente voluto e vuole fortemente venire a giocare nella Roma. Numericamente il discorso è quello fatto prima, si possono aggiungere due giocatori. Ma solo se si potranno raggiungere con le condizioni che si possono avere. Se il mercato offrirà questo sarà così, altrimenti stiamo come siamo“.
Come si è arrivati al punto di cambiare strada nel mercato, rispetto a quanto ha detto prima?
“Il profilo è solo quello della UEFA, non ci sono altre possibilità. Ci sono delle situazioni che l’UEFA impone e dalle quali anche la nostra proprietà, pur volendo, non può uscire. Cambiano le comunicazioni e le altre situazioni, magari se avessimo fatto Summerville non avremmo potuto fare altro. O forse il suo contratto era sostenibile in quel momento come altri no. Ci sono dei parametri tecnici che non si possono spiegare, potete avere la fiducia della società che sono abbastanza complessi e che costringono una società sotto controllo dell’UEFA come la Roma, unica in Italia in questo momento, a sottostare. Pensavo che dopo sei mesi o con l’arrivo in Champions la situazione fosse risolta, non è così e questo costringe a questo tipo di mercato. Un mercato creativo, ma molto positivo. Diverso da quello che si poteva pensare col raggiungimento della Champions, ma di quello che si sta facendo mi sembra sia buono. In prospettiva sicuramente la Roma troverà del valore in più e risolverà questi problemi dovuti da anni diversi. La Roma ha già avuto due dilazioni e probabilmente non ne può avere altre. Ora è arrivata la resa dei conti, ma facciamo bene uguale e faremo molto bene uguale. Andremo forte uguale, perché questi ragazzi hanno fatto tutti passi molto importanti per giocare alla Roma e per fare una grande stagione alla Roma“.
Si aspetta anche delle uscite?
“Sulla rosa dell’anno scorso, per completarla, ho già detto che serviva un difensore, un esterno e due attaccanti esterni. Poi si poteva cambiare. Siamo stati bravi a cambiare l’uscita di Celik con Molina, quella di Ferguson e Dovbyk con Castro. Poi dopo dobbiamo completare la rosa. Se ci saranno altre uscite è solamente per dei cambiamenti, per switchare. In questo momento non c’è niente di certo“.
Dybala è sembrato in condizione: potrebbe riuscire a fare una stagione con più presenze rispetto agli ultimi anni?
“Sono sicuro di sì, perché lo vedo non solo determinato come era anche l’anno scorso ma anche particolarmente forte. Ha fatto una preparazione che forse da tempo non riusciva a completare, senza infortuni. Chiaramente si incrociano sempre le dita. L’anno scorso secondo me è stato sfortunatissima. Ricordo due infortuni, calciando il rigore a Milano e la punizione contro il Torino. Due casi limite, addirittura in uno gli è costato un menisco ed è stato fuori tre mesi e mezzo. Muscolarmente mi sembra molto più tonico. Magari non ha più la velocità e la potenza di tiro di quando era giovane, ma ha migliorato altre qualità. Lo togli in partita per dargli un po’ di cambio, altrimenti finirebbe più fresco di altri. E’ ancora relativamente giovane, oggi a 32 anni sei nel pieno della maturità tecnica e fisica. Credo farà un grande campionato, sperando che non succedano delle anomalie come l’anno scorso…“.
La Fiorentina è completamente rinnovata: ha dei dubbi di formazione che può chiarire? Se arrivano quei due giocatori che sta aspettando si può parlare di Scudetto?
“Bisogna vedere anche quello che fanno gli altri, bisogna conoscere gli avversari. Noi dobbiamo guardare alla nostra strada, stiamo cercando di fare il meglio possibile per le nostre possibilità. Sono convinto che noi faremo bene. Parlare di risultato finale non lo so, dipenderà anche dagli avversari. Dobbiamo partire incominciando a pensare alla Fiorentina, squadra che ha fatto molto sul mercato. Con le motivazioni forti che abbiamo in questo momento e la volontà di dare seguito al finale di stagione dell’anno scorso. Sono stati due mesi un po’ particolari tra giocatori al Mondiale che hanno una condizione fisica diversa e altri come Mora e Molina che sono arrivati da poco. Come per tante squadre, anche per noi c’è un po’ di incertezza in vista della prima partita. La prima partita è sempre quella dove non sei sicuro né della condizione né della globalità della squadra. Alcuni stanno meglio, altri un po’ meno. E questo può condizionare la formazione. C’è comunque il mercato aperto. All’inizio avranno bisogno tutti di rodaggio. Quello che non manca è la voglia di partire forte subito. Giochiamo in uno stadio nuovamente pieno, con tante aspettative. Per noi è una forza fondamentale per andare ad attaccare subito la partita con le nostre migliori risorse“.
Come ha rivisto Soulé? L’infortunio dell’anno scorso ne ha bloccato la crescita?
“Lui ha fatto una grande prima parte di stagione, poi ha avuto la pubalgia. In ritiro è stato parecchio fermo, cercando di curare questo problema. E’ arrivato parecchio sovrappeso e non completamente guarito. Invece durante la preparazione è stato bravissimo, eccezionale. Ora è in ottima condizione e ha fatto ottime gare in precampionato, recuperando al meglio fisicamente e atleticamente. Anche sotto questo aspetto credo che sia un giocatore assolutamente recuperato ai livelli della prima parte della scorsa stagione“.
Che tipo di gara si aspetta dalla Fiorentina di Grosso lunedì? Pensa sia un bene affrontarla come prima gara, in virtù dei tanti cambiamenti?
“Ora come ora non sai mai chi è meglio incontrare, va bene così. Il calendario ci ha messo davanti una prima parte di campionato molto dura sulla carta, ma l’affrontiamo subito con la voglia di partire bene. Loro hanno fatto un mercato molto importante, cambiando allenatore e prendendo giocatori di valore. Mi rifaccio alle partite che hanno giocato nel precampionato e all’ottima esperienza in Serie A di Grosso col Sassuolo. Per loro è una novità, per noi giocare subito questo tipo di gare ci dà la dimensione e il valore del momento“.
