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Roma, Gasperini e il tabù Inter. Mora chiede ancora spazio

Roma, Gasperini e il tabù Inter. Mora chiede ancora spazio

Gasperini e il tabù Inter: la Roma sfida i nerazzurri all’Olimpico per il primo tentativo di fuga scudetto e cerca continuità nei big match.

Domani all’Olimpico, alle 18, la sfida che vale il primo tentativo di fuga scudetto, con vista sulla sosta per le nazionali: i giallorossi torneranno in campo in casa del Como il prossimo 11 ottobre. L’occasione per godersi la pausa sul tetto della Serie A. E per scrollarsi di dosso, una volta per tutte, due tabù che ancora gravitano tra i pensieri di Gian Piero Gasperini: battere l’Inter e scacciare lo spettro dei big match.

Gasperini e il tabù Inter

Da quando è nella Capitale, infatti, il tecnico piemontese non ha mai vinto contro le milanesi, la Juventus e il Napoli. La sua squadra ha sempre faticato contro le prime della classe, con l’eccezione del Como – battuto nella gara di andata della scorsa stagione – e dell’Atalanta, sconfitta alla terza giornata del campionato in corso. Mentre i nerazzurri, un anno fa, hanno festeggiato due volte, superando la Roma 1-0 all’Olimpico e banchettando 5-2 a San Siro.

Ora i capitolini hanno voglia di tornare a vincere gli scontri diretti in modo sistematico. L’undici di Christian Chivu è il primo, grande scoglio. Nella memoria del Gasp, ancora scotta il divorzio lampo, consumato nel 2011 dopo soli 73 giorni di esperienza meneghina. Decisive per la separazione le divergenze con la società.

Battuto dal Milan in Supercoppa italiana, rimediò altre tre sconfitte in quattro uscite, prima di essere accompagnato alla porta. Insieme al traghettatore Corrado Verdelli, l’allenatore romanista è l’unico a non aver centrato una vittoria sulla panchina interista. E il bilancio da rivale non migliora: in 36 partite soltanto cinque successi e nove pareggi. La bilancia pende in favore dei ko: 22.

Ma Gasperini è pronto a ricodificare le statistiche sull’onda dell’entusiasmo per un inizio sprint. Merito di un reparto difensivo blindato (solo un gol subito nelle prime quattro giornate) e pure di una coppia d’attacco da sogno. Lì davanti c’è anche Rodrigo Mora, che scalpita per una maglia da titolare contro l’Inter: «Mi piace segnare, ma non penso al numero dei gol che potrei fare. Voglio aiutare la squadra con reti, assist, qualsiasi cosa serva. Questa è la cosa fondamentale». Tutto quello di cui la Roma ha bisogno per alimentare il sogno scudetto. Che Gasperini maneggia ancora con i guanti: «È giusto che la gente sogni, ma dobbiamo guardare in faccia la realtà. Se ne riparla dopo 20 partite».

fonte: la Repubblica

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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