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Roma Primavera, la nuova era di Scala: analisi e numeri

Roma Primavera, la nuova era di Scala: analisi e numeri

Alla scoperta della nuova Roma Primavera guidata da Mattia Scala: ecco come giocano e quali sono tutti i numeri dei giovani talenti giallorossi

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Roma Primavera, le novità e le ambizioni per la nuova stagione

Manca sempre meno al fischio d’inizio del campionato e la nuova Roma Primavera di Mattia Scala sta rifinendo le ultime cose nel ritiro di Trigoria. C’è curiosità, c’è ambizione, ma soprattutto c’è la chiara volontà societaria di valorizzare quel patrimonio tecnico che da anni rende il settore giovanile giallorosso un’eccellenza assoluta a livello nazionale. Con Massimo Margiotta a capo della direzione sportiva del vivaio e la freschezza in panchina del tecnico trentaduenne, l’attenzione è tutta sui ragazzi che dovranno trascinare la squadra in questa stagione.
I dati e le relazioni degli osservatori parlano chiaro: questa è una rosa ricca di talento e, soprattutto, di concretezza numerica. Andiamo a scoprire, reparto per reparto e con l’ausilio delle statistiche sul campo, i profili più importanti su cui la Roma ha deciso di scommettere forte per il presente e per il futuro.

La muraglia difensiva: Nardin e Bouaskar

Dietro si riparte da certezze e leadership pura. Il punto di riferimento tecnico è senza dubbio Federico Nardin. Il centrale classe 2007, già Campione d’Europa con l’Under 17, unisce una struttura fisica imponente a una pulizia negli anticipi fuori dal comune. A testimoniarlo ci sono i numeri delle sue prestazioni: Nardin viaggia con una media mostruosa del 74% di duelli aerei e difensivi vinti, a cui aggiunge oltre 5 intercettazioni pulite a partita. Toccherà a lui guidare il reparto e trasmettere la giusta mentalità a tutto il pacchetto arretrato.
Alle sue spalle spicca la crescita esponenziale di Slim Bouaskar. Il portiere giallorosso, classe 2009 e protagonista assoluto dei successi del vivaio, ha dimostrato una reattività e una maturità nella gestione della retroguardia fuori dal comune, blindata da una percentuale di parate sui tiri subiti che sfiora il 78%, risultando decisivo soprattutto nelle uscite alte e sulle conclusioni ravvicinate.

Le corsie esterne: le frecce Cama e Lulli

Sulle fasce laterali la Roma può contare su due veri e propri binari ad alta velocità. A sinistra i tifosi sanno già di avere una certezza come Cristian Cama. L’esterno mancino garantisce non solo una fase difensiva applicata, ma anche una spinta costante: il 68% dei suoi dribbling va a buon fine, e i suoi cross pescano quasi sempre un compagno in area di rigore.
La vera e propria rivelazione sulla corsia opposta è però Emanuele Lulli. Il terzino destro classe 2007, nativo di Palestrina, è reduce da una stagione d’oro che lo ha incoronato re delle sponde offensive: i suoi dati registrano una precisione nei cross dal fondo del 64% e una media costante di oltre 3 dribbling riusciti a partita per scardinare il raddoppio avversario. Doti da esterno moderno e d’impatto fisico che gli hanno permesso persino di mettersi in mostra con i più grandi. Nello scacchiere tattico di Scala, la sua capacità di spingere e garantire superiorità numerica negli ultimi trenta metri sarà una delle armi principali per scardinare i blocchi difensivi avversari.

La mediana: Di Nunzio, Ballarin e Panico

A centrocampo la regia è affidata alle geometrie e all’intelligenza calcistica di Alessandro Di Nunzio. Un elemento di assoluto valore strategico, capace di dettare i tempi di gioco con una precisione nei passaggi dell’88,5%. Numeri da veterano per chi perde pochissimi palloni in transizione e garantisce anche una media di oltre 6 recuperi a match.
Al suo fianco si inserisce alla perfezione il fiore all’occhiello del mercato estivo: Francesco Ballarin, strappato al Venezia. Centrocampista moderno e dinamico, Ballarin aggiunge verticalità pura alla manovra grazie a una media di oltre 4 passaggi progressivi riusciti ogni novanta minuti. A completare il reparto c’è la sostanza di Francesco Panico: il suo 65% di contrasti riusciti permette di spezzare sul nascere le linee di passaggio avversarie e far ripartire immediatamente i compagni.

L’arma offensiva: l’istinto del predestinato Antonio Arena

Davanti, i riflettori sono inevitabilmente tutti per Antonio Arena. Il classe 2009 italo-australiano, già entrato nella storia del club per quel gol all’Olimpico in Coppa Italia contro il Torino e capace di imporsi all’attenzione generale nell’ultimo campionato Primavera, ha fame di gol e le caratteristiche del centravanti moderno.
I suoi numeri parlano di una freddezza sotto porta disarmante: Arena vanta una precisione di tiro e una conversione realizzativa del 42%, il che significa che quasi un tiro su due nello specchio si trasforma in una rete. A questo unisce un’ottima protezione della palla, certificata dal 75% di passaggi riusciti quando gioca spalle alla porta per far salire la squadra. Struttura fisica imponente, movimenti sul filo del fuorigioco e un micidiale mancino ne fanno il terminale offensivo di riferimento ideale per il calcio verticale e propositivo di Mattia Scala.
Il materiale umano a Trigoria è di primissimo livello. Il mix tra i reduci delle nazionali azzurre, i numeri d’élite dei singoli e la continuità tecnica del mister rappresentano le credenziali migliori per una stagione da vivere ad altissima intensità. I gioielli ci sono, ora la parola passa al campo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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