Il sorteggio ha regalato alla Roma una Champions da copertina: il Real Madrid all’Olimpico, il PSG in trasferta e, soprattutto, José Mourinho di nuovo davanti alla sua vecchia casa.
Il ritorno più atteso
Pagine Giallorosse (G. Rufino) – Sette anni dopo l’ultima apparizione, la Roma torna dove voleva tornare: in Champions League. E l’urna non ha avuto pietà. Il Real Madrid sarà una delle avversarie della fase campionato e giocherà all’Olimpico, mentre la Roma affronterà anche PSG e Manchester United in trasferta. Ma il fascino della sfida con i Blancos va oltre il campo: sulla panchina madrilena ci sarà José Mourinho. Il portoghese tornerà quindi nello stadio che lo ha celebrato, contestato, amato e infine salutato nel modo più doloroso. La sua avventura giallorossa era cominciata con entusiasmo e un trofeo europeo, ma si è conclusa con l’esonero nel gennaio 2024 e con un rapporto ormai logoro con la società. Adesso Mourinho tornerà da avversario, alla guida del club più prestigioso d’Europa. E davanti troverà una Roma completamente diversa.
Il passato contro il presente
È questo il vero fascino della partita. Mourinho rappresenta una parte importante della storia recente della Roma, mentre Gasperini rappresenta il percorso di un capitolo completamente nuovo. Il confronto, quindi, non sarà soltanto tra due allenatori o tra due squadre: sarà quasi un passaggio di consegne simbolico. Mourinho aveva riportato la Roma a una finale europea e conquistato la Conference League, ma la sua esperienza si era progressivamente consumata fino all’addio. Gasperini, invece, ha raccolto una squadra reduce da anni complicati e l’ha riportata in Champions, costruendo un’identità diversa e molto più aggressiva. Inoltre, il tecnico piemontese arriva a questi sorteggi dopo un 4-0 alla Fiorentina che ha acceso immediatamente l’entusiasmo. La Roma non incontrerà Mourinho per ricordare ciò che era: lo incontrerà per mostrare ciò che è diventata.
L’Olimpico aspetta Mourinho
Sarà inevitabile guardarsi indietro. Ci saranno i cori, i ricordi, le emozioni e probabilmente anche qualche fischio. Mourinho conosce perfettamente quell’ambiente e sa cosa significa giocare all’Olimpico da padrone di casa. Questa volta, tuttavia, sarà dall’altra parte. Ed è proprio qui che la sfida assume un significato particolare. La Roma non può vivere questa Champions come una semplice celebrazione del ritorno. Il terzo posto dello scorso anno ha riaperto una porta che era rimasta chiusa per troppo tempo, ma adesso bisogna capire se i giallorossi possono davvero stare al tavolo delle grandi. Il Real Madrid di Mourinho sarà il test più affascinante possibile: non necessariamente quello decisivo, ma sicuramente quello capace di raccontare meglio di qualsiasi altro quanto sia cambiata la Roma. Perché sette anni dopo, la Champions è tornata. E con lei è tornato anche un pezzo del passato. Solo che questa volta, all’Olimpico, Mourinho non troverà la Roma che aveva lasciato. Troverà quella di Gasperini. E forse è proprio questo il dettaglio più interessante di tutti.