La nuova Roma, quella di Gasperini, torna a giocare la Champions nella Nuova Roma, Istanbul. Oggi alle 18.45 la sfida al Fenerbahce.
Corriere dello Sport (J.Aliprandi) – Istanbul è una città che non ha mai smesso di raccontare la storia. Mille volti, mille culture, secoli che si sono inseguiti lasciando tracce profonde. Una città che la Chiesa ortodossa e il Patriarcato ecumenico chiamano ancora la Nuova Roma, quella che Costantino rese grande facendone la capitale dell’Impero romano. E proprio qui, questa sera, la Roma torna a respirare la sua storia più bella, quella che per sette lunghissimi anni è rimasta lontana, quasi un ricordo da custodire e tramandare. Istanbul diventa il teatro del ritorno. Il Fenerbahçe l’avversario. La Champions, finalmente, di nuovo davanti agli occhi.
La nuova Roma all’assalto della Champions
È il giorno zero. Sono passati 2.745 giorni dall’ultima partita della Roma in questa competizione, quel ritorno degli ottavi contro il Porto nel 2019. Sette anni, sei mesi e quattro giorni di attesa. Un tempo enorme per una squadra e per un popolo che nel frattempo ha conosciuto tutto: il cambio di proprietà, quinti e sesti posti, festeggiamenti e delusioni in Europa, fantastici amori, inevitabili esoneri. Fino a quella cavalcata intensa e folle della scorsa stagione, fino al terzo posto conquistato all’ultima giornata contro il Verona che ha regalato di nuovo la Champions.
Quei 664 tifosi romanisti saranno lì a far sentire la propria voce. Aspetteranno quel momento, quello in cui nello stadio risuonerà l’inno della Champions. Da brividi. Perché dentro quelle note ci sarà tutta l’attesa di un popolo, tutta la voglia di una squadra, tutto il peso di sette stagioni lontano da una competizione che Roma conosce bene e che ora vuole tornare a vivere da protagonista. Ci saranno anche gli uomini della memoria. Pellegrini e Cristante, gli unici ad aver vissuto l’ultima Champions giallorossa chiusa a Oporto. E poi quelli che l’hanno inseguita per anni con la Roma: Mancini, Svilar, Dybala. Ci sarà anche l’ex Lukaku, l’ex laziale Muriqi, poi Kanté idolo di Koné: altre storie di una partita intensa, carica di emozioni.