La Roma e la Champions League. Una lunga storia interrotta nel 2019 e ora pronta a riprendere. Stasera l’esordio con il Fenerbahce.
Il Messaggero (A.Angeloni) – Era il 6 marzo del 2019, la Roma salutava la Champions dopo la notte infernale di Oporto. E non poteva immaginare che il distacco sarebbe stato così lungo: 2745 lunghi giorni di frustrazione, di ricordi che pian piano sbiadivano, di ambizioni spente dopo i vari quinti, sesti e settimi anonimi posti in campionato, che l’hanno relegata sempre all’inferno dell’Europa. Ora si riaprono le porte del paradiso, la Champions, che per tanti è il calcio vero, quello ricco, che se va male ti regala cinquanta milioni di euro. La banda del sesto-settimo posto ce l’ha fatta, è tutto vero.
La Roma in sette anni, tuttavia, l’Europa non è stata a guardarla con le mani incrociate, vivendo solo di ciò che non poteva essere per manifesta inferiorità: ha vinto la neonata Conference, è arrivata in finale di Europa League, nella quale è uscita tre volte agli ottavi e due volte nelle semifinali, prima con Fonseca e poi con Mourinho e De Rossi.
Roma e la Champions con Gasperini
La Champions, oltre che dei romanisti, era il sogno di Gasperini, che si è inventato la grande Atalanta. Le partenze di Gasp in Champions non sono state memorabili: con l’Inter, una presenza e una sconfitta, proprio contro una squadra turca, il Trabzonspor, poi tre sconfitte di fila con l’Atalanta. Era un sognatore, quando è arrivato alla Roma ha subito confessato quanto gli mancasse la Champions e c’è tornato al primo colpo, dopo un campionato sofferto, fatto di litigi interni e una squadra non completa in ogni reparto.
La Roma ha molti esordienti è vero, tanti giovani è altrettanto corretto ricordarlo, ma ha pure calciatori che sono arrivati in finale, Dybala e Malen, o quelli che di gare di questo tipo ne hanno disputate tante, vedi Molina. Dell’esperienza del 2019 sono rimasti solo Cristante, presente qui in Turchia, e Pellegrini, alle prese con il recupero dall’ultimo infortunio.