Il gol di Castro contro il Genoa ha riacceso il dualismo con Malen in vista dello Slovan. Un buon segno per la Roma, che ha due opzioni valide.
Corriere dello Sport (M.Ferretti) – Il cammino di Santiago verso una maglia da intoccabile sabato sera ha fatto tappa all’Olimpico. E l’impatto inedito con la Città Eterna (mai era stato titolare) è risultato imponente. Roba da rimanere a bocca aperta, una cosa da perdere la testa. Tutta colpa di quel cucchiaio che ha stregato amici, nemici e compagni.
Contro lo Slovan Bratislava, domani, giocherà ancora Castro oppure ci sarà il ritorno di Malen assente contro il Genoa perché squalificato? L’argomento va molto di moda all’interno del mondo romanista, se ne parla ovunque, ognuno emette il proprio verdetto, ognuno è sicuro di essere dalla parte della ragione. Tocca a Donny. No, Santi merita la conferma.

Il dualismo tra Castro e Malen fa bene alla Roma
Quindi? Quindi appare complicato che Gasperini tenga fuori Malen, cioè l’uomo che la settimana prima ha incantato l’Europa firmando due reti al Real Madrid. Al tempo stesso, però, i proverbi che sono figli della vita, insegnano che il ferro va battuto finché è caldo, e Castro “is on fire” come dicono quelli che fanno finta di conoscere le lingue.
A guardare bene il (presunto?) dualismo non fa altro che alimentare la convinzione che Gasperini abbia a disposizione soluzioni in ogni caso tranquillizzanti. Il titolare, anche se il tecnico non vuole sentire usare questi termini, è l’olandese, ma Santi contro il Genoa è stato fantastico. Nella scelta europea di Gasp probabilmente entrerà anche il calendario fittissimo di impegni della sua squadra, domani avversaria dello Slovan e sabato del Napoli nel capoluogo partenopeo.
L’abbondanza, se gestita bene, non sarà mai un problema e la Roma con due centravanti da urlo non dovrebbe mai incontrare difficoltà a far gol. Condizionale d’obbligo per una pure questione apotropaica, come si fa in questi casi.