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Como-Roma: le parole di Cesc Fabregas nel post partita

Como-Roma: le parole di Cesc Fabregas nel post partita

Il match di oggi tra Roma e Como si è concluso con il risultato di 0-0 e a seguito della gara il mister dei lagunari, Cesc Fabregas, ha risposto a delle domande

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L’ABBRACCIO TRA CESC FABREGAS E GIAN PIERO GASPERINI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Como-Roma: ecco le dichiarazioni di Cesc Fabregas

L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, al termine del match ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla gara. La sfida tra la Roma e il Como si è conclusa sullo 0-0 nonostante i giallorossi siano rimasti in 10 uomini per circa 30 minuti. Proprio per dei fischi arbitrali e dei cartellini ci sono state polemiche nel corso della gara e Fabregas ha espresso la sua nel post partita.

Di seguito le sue parole:

È il primo 0-0 di questo campionato, un risultato che forse non ci aspettavamo da due squadre che ci hanno abituato a stupire tanto. Vorrei una sua analisi della partita, anche dal punto di vista tattico, perché nel primo tempo l’ho vista chiedere ai terzini di allargarsi, di andare sulla linea per liberare spazio all’interno del campo. È questa una delle chiavi di lettura della partita?

“Questa è una parte dell’analisi della partita. Alcune volte il calcio non si può spiegare, no? Penso che siamo una squadra molto offensiva e propositiva, che attacca con tanta gente, e non è normale sicuramente uno 0-0. Magari gli ultimi trenta minuti dopo l’espulsione hanno cambiato un po’ le cose in questo senso. Però sì, sono d’accordo sul fatto che sia stata una partita tra due squadre che si rispettavano, però fino a un certo punto. Noi due volevamo vincere, no? E per questo per giocare contro la Roma bisogna avere tanta personalità. Io ho chiesto ai ragazzi solo di giocare come hanno fatto per arrivare fin qua, di farlo anche oggi. Tanta personalità, dopo c’entra la tattica, perché se tu fai prima la tattica e dopo non hai il coraggio di giocare, non serve. Penso che oggi l’abbiamo fatto e, ripeto, soprattutto parlando di quei primi sessanta minuti, quando eravamo undici contro undici, penso che sia stata la migliore partita che abbiamo fatto contro la Roma da quando io sono qua, a livello di gioco, a livello difensivo, perché loro ti portano tanta gente fuori, alcune volte non c’è mai nessuno in mezzo, è difficile pressarli, no? Lo fanno a un certo punto anche per questo. Ripeto, buona prestazione. Rimane il rammarico fino alla fine, sì, perché siamo in un processo di crescita e penso che non abbiamo saputo gestire sicuramente l’uomo in più nell’ultima fase, a livello di struttura. Dopo abbiamo cambiato un po’, però anche la gestione della palla, perché la partita cambia, devi avere un po’ più di pazienza, però allo stesso tempo devi fare più giri, la palla deve viaggiare veloce. E una cosa positiva, secondo me, a livello di maturazione della squadra, che è molto giovane, è che non abbiamo preso nessun contropiede con un uomo in più, perché questa è la cosa pericolosa alcune volte: andare in avanti e chiudere gli occhi, dai, siamo tutti molto coraggiosi, andiamo avanti, perdi la struttura, ti fanno contropiede e perdi la partita. L’ho visto tante volte. Allora in questo senso ci sono anche alcune cose positive.”

Sui primi 60′ giocati dal Como…

“Si, sono d’accordissimo. Prima di tutto, alcune volte, e tu lo sai, ci sono giocatori che meritano qualcosa. Per me Caqueret oggi, indipendentemente dalla tattica, da quello che penso e da quello che richiede la partita, era un giocatore che, dentro di me, sentivo meritasse di giocare. Era una sensazione di pancia. Dopo abbiamo costruito la struttura e preparato le cose che volevamo fare per mettere in difficoltà l’altra squadra. Penso che Max abbia giocato molto bene, è un giocatore molto importante per noi. Mercoledì non sarà disponibile in Champions e non potrà giocare, però devo tenerlo dentro perché ti dà tantissime cose. È stato 20 giorni con noi, si è allenato benissimo e ha dimostrato un grandissimo atteggiamento. E tu sai che alcune volte a questi giocatori bisogna dare qualcosa. Oggi era una partita molto importante e lo vedevamo molto bene. Poi, guarda, per me la squadra che ha fatto più male a Gasperini negli ultimi anni è stata l’Inter di Inzaghi, per il modo in cui giocava. Alla fine non sono io a inventare qualcosa: devi analizzare come quella squadra riusciva a mettere in difficoltà tutte le squadre del mister e, da lì, inizi a trarre delle conclusioni, a preparare determinate situazioni e a ripeterle. Per me è stata anche una cosa molto positiva, perché, ripeto, affrontavamo una squadra fortissima fisicamente, con un’idea molto chiara, che viene a prenderti uomo contro uomo, ti pressa e non ti lascia giocare. La squadra, in questo senso, mi è piaciuta molto”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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