La trasformazione di Wesley passa dalla fase difensiva: il brasiliano è diventato un terzino aggiunto nello scacchiere tattico di Gasperini.
Da attaccante aggiunto a difensore in più. Ecco la metamorfosi di Wesley, il cane da guardia di Gasperini, che è migliorato così tanto da convincere anche da terzino puro. Se l’anno scorso il brasiliano spingeva come un forsennato, trovando anche la via del gol con una discreta continuità (cinque reti a fine torneo, con la gioia già all’esordio), adesso si può dire che abbia maggiori compiti di contenimento. Non a caso, finora ha messo a referto una sola rete e quattro assist, contro un solo passaggio decisivo realizzato in Coppa Italia nel 2025/26.
Wesley, la trasformazione in terzino convince Gasperini

Ma non sono solo i dati a dire che siamo davanti a una nuova versione di Wesley. L’ex Flamengo, infatti, si incolla sistematicamente all’esterno più forte e pericoloso tra quelli che provano a bucare la porta della Roma. È successo a Manchester, ma anche contro il Como, quando si è spostato in corsa sul lato di Diao. Di più. Contro l’Inter è stato schierato dall’inizio a destra per contenere Dimarco, uno degli esterni più tosti da affrontare nell’uno contro uno. È dunque il prototipo di giocatore che fa impazzire l’allenatore di Grugliasco.
Al netto di qualche sbavatura, è l’atteggiamento che conta, così come la concentrazione e la determinazione. Wesley si è quindi calato nella parte a testa bassa, fornendo risposte concrete. Trovarselo davanti non è facile per nessuno, neanche nel contesto della Champions League, come accaduto a Vinicius, annullato all’Olimpico nella super sfida contro il Real Madrid. Era lui l’uomo da temere, lì sulla fascia destra, più di Diomande, finito sotto le attenzioni di Molina. Il derby made in Brasile l’ha vinto a mani basse l’esterno romanista.
E cambia poco la fascia: Wesley sta giocando sia a sinistra sia a destra. Insomma, dove serve e quando serve (spesso cambia corsia durante le partite). Anche perché il peso dell’attacco è cambiato drasticamente. Con Mora in campo, come si legge nella rassegna stampa di oggi, per esempio, è inevitabile che qualcuno lo copra con maggiore cautela. Il brasiliano, quindi, è una sorta di scudo nello scacchiere attuale romanista. Senza dimenticare che resta comunque un’arma offensiva.
fonte: Corriere dello Sport