La Roma batte il Genoa 2-0, ma Daniele De Rossi vede anche gli aspetti positivi della prestazione della sua squadra, almeno fino alla rete che ha sbloccato la partita. Al termine della sfida dell’Olimpico, l’allenatore rossoblù ha parlato ai microfoni di Sky Sport, analizzando gli episodi decisivi e l’atteggiamento mostrato dai suoi giocatori. Per il tecnico, il gol di Santiago Castro ha cambiato l’inerzia di una gara rimasta in equilibrio per buona parte del confronto.
Roma-Genoa, De Rossi: “Partita equilibrata”
Secondo De Rossi, il Genoa era riuscito a tenere testa alla Roma, mostrando personalità e provando a imporre il proprio gioco. La prima frazione, infatti, si era chiusa sullo 0-0, con i rossoblù capaci di limitare le iniziative offensive dei giallorossi e di rendere la partita complicata per la squadra di Gasperini.
L’allenatore ha sottolineato come la sua formazione stesse dando continuità alle indicazioni positive emerse anche nella precedente sfida contro la Fiorentina. Non necessariamente sul piano dei risultati, ma soprattutto per intensità, atteggiamento e capacità di competere nei duelli individuali.
“Penso sia una sorta di continuità rispetto alla Fiorentina, non di risultati ma di prestazioni, di atteggiamento, di tigna, nei duelli e nell’imporre il proprio gioco”, ha spiegato De Rossi a Sky Sport. Una lettura che evidenzia la volontà del tecnico di ripartire dagli aspetti positivi, nonostante la sconfitta rimediata nella Capitale.

LE PAROLE DI DE ROSSI
Due giocate fantastiche hanno cambiato la partita: quando è così si accetta la superiorità dell’avversario?
“Noi la accettiamo già prima della partita, accettiamo anche il risultato perché è così che si va avanti. E valutiamo. Ce ne sono tante di squadre più forti, se accettassimo di perdere con tutte sarebbe grave. Anche l’anno scorso la Roma era più forte di noi e al ritorno abbiamo vinto, quindi le partite vanno giocate. Fino a 50 minuti è stata equilibrata, fino al capolavoro di Castro, quel gol ci ha fatto calare un po’, ci ha tolto certezze, ma siamo rimasti fino alla fine in partita”.
Nel secondo non avete replicato il primo.
“Difficile fare una partita di pressione e chiusura come nel primo per 90 minuti. All’inizio siamo riusciti ad alzare il baricentro e tirare più spesso in porta, poi forse il gol o che ci siamo allungati, abbiamo lasciato un secondo in più ogni azione e così ci siamo allontanati dalla porta. Poi ci è mancata un po’ di precisione negli ultimi metri, ma fa parte della partita e delle nostre caratteristiche”.
Il Genoa è cresciuto grazie alla vittoria con la Fiorentina, il primo tempo è stato ottimo. A parte il risultato è un altro passo avanti?
“Sì, lo credo, ne parlavamo con i direttori. Penso sia una sorta di continuità rispetto alla Fiorentina, non di risultati ma di prestazioni, di atteggiamento, di tigna, nei duelli e nell’imporre il proprio gioco. Oggi volevamo rovinare di prestazioni, di atteggiamento, di tigna, nei duelli e nell’imporre il proprio gioco. Oggi volevamo rovinare il loro gioco, ma ogni partita ha un piano diverso. Così sono soddisfatto, non del risultato ma dell’atteggiamento dei ragazzi”.
Cosa è successo a Baldanzi?
“Nutriamo tutti grande fiducia, non era infortunato ma oggi ha risentito fastidio e abbiamo scelto di tenerlo a riposo, anche se la formazione l’avevo già scelta. Abbiamo preferito non rischiarlo, ma è dentro al 100% nel nostro scacchiere, pensiamo che sarà decisivo per noi già da domenica prossima se questo problema non sarà serio”.
Su Wiafe.
“All’inizio non l’ho mai considerato, faceva parte della Primavera e anche di un’operazione che non riguardava la prima squadra. È arrivato un po’ per caso, ma ci ha colpito subito, per la forza fisica ma non solo. Ci siamo accorti che sa giocare, sotto pressione, non ha paura di nessuno, ne sentirete parlare in futuro. Non carichiamolo di complimenti o di aspettative, ma mi piace davvero tanto questo ragazzo”.
DE ROSSI A DAZN
Un bel Genoa, sempre dentro la partita: nel secondo tempo si è persa compattezza e distanza tra reparti? Che cosa si poteva fare meglio?
“Si poteva fare il secondo tempo uguale al primo, ma poi gli avversari devono essere d’accordo. Nel secondo tempo siamo ripartiti con grande aggressività e il sufficiente equilibrio anche quando loro avevano la palla. Abbiamo subito e sofferto un capolavoro, pensavo ci fosse stata una deviazione… La Roma ha fatto un’ottima partita, noi abbiamo giocato la partita che volevamo rispettando il piano gara. Nel primo tempo magari potevamo riuscire ad arrivare al tiro con qualche dettaglio, magari sarebbe cambiato il risultato o l’inerzia della partita”.
Quale è la difficoltà di un tecnico che deve lottare per la salvezza nel non derogare mai ai propri principi?
“Tra i miei principi c’è il saper difendere, l’equilibrio è importante per tutte le squadre. Le squadre più forte degli ultimi 20 anni avevano una grande fase difensiva. Ogni allenatore decide dove vuole difendere, più vicino alla porta stai e più è probabile che ti facciano gol. In Europa sono sempre lontani dalla porta, quando non ci riesci rischi di prendere qualche imbarcata. La Roma mercoledì ha preso 4 gol, ma 3 su calcio d’angolo e contro una squadra mostruosa, mettendola in difficoltà. Tutte le nostre rappresentanti in Europa ci rappresentano bene, sono squadre forti e non è vero che non sappiamo più difendere”.
Quanto è stato diverso questa sera l’aspetto emotivo?
“Anche l’anno scorso ero sereno, ma evidentemente non l’ho trasmessa. Quest’anno abbiamo fatto la nostra settimana di serenità dopo la vittoria di sabato scorso, poi siamo arrivati qui e abbiamo fatto la nostra partita. E’ sempre un’emozione qui, sto a casa mia e rivedo tante facce con cui ho condiviso 25 anni della mia vita. E’ sempre un piacere riabbracciare e rivedere queste persone. Ma come ho fatto al Ferraris, proverò sempre a batterli. E’ il mio lavoro e il nostro destino”.