Dybala, stop dopo gli ultimi esami: Manchester è a rischio. La Roma valuta i tempi di recupero e punta a riavere la Joya contro il Sassuolo.
Come emerge dalla rassegna stampa di oggi, il rientro di Paulo Dybala è in standby, nonostante la convocazione per la sfida con il Cagliari fosse quasi certa e la diagnosi preliminare dopo l’infortunio contro il Real Madrid lasciasse spazio all’ottimismo. Tanto che la Joya puntava alla panchina già contro lo Slovan Bratislava. Poi gli esami più approfonditi hanno ribaltato la prospettiva: un edema aveva nascosto la piccola lesione al gemello del polpaccio destro, che ha quindi allungato i tempi di recupero, come annunciato da Gian Piero Gasperini in conferenza stampa.
Dybala, stop al rientro: la Joya fuori a Manchester?

«Abbiamo bisogno di recuperare, perché non è facile giocare senza Dybala, Koné e Svilar. Ero fiducioso dopo l’allenamento di lunedì, ma Dybala ci mette sempre un po’ di più nel recuperare dagli infortuni. Spero di riaverlo per la sfida con il Sassuolo», ha affermato il tecnico di Grugliasco. La nuova data cerchiata dai medici sul calendario è quindi il 7 novembre. Anche se l’argentino vorrebbe esserci già a Manchester, il 3. Con ogni probabilità, lo staff medico non darà il via libera. Del resto, la precauzione è massima, visto che la trasferta inglese è delicata sotto molti aspetti, compreso quello climatico, che può incidere sul recupero muscolare.
Dopo un inizio sprint – il migliore da quando veste giallorosso – Paulo Dybala sarà quindi costretto ai box per la quarta partita di fila, sabato contro l’Udinese. Un’altra occasione per Rodrigo Mora e per la Roma dei giovanissimi, quella che ha rimontato il Cagliari. Quella di Emanuele Lulli e Niccolò Pisilli, uno dei «bambini» di José Mourinho. Ora i prodotti del vivaio se li gode Gasperini, che su Lulli aveva messo gli occhi un anno fa: «Sono ragazzi straordinari. Nel settore giovanile ci sono sempre grandi talenti, con un attaccamento particolare. Questo alimenta il sogno di esordire in prima squadra», sorride l’allenatore che, da un anno all’altro, si è scoperto più giovanilista di prima, non solo per necessità.
fonte: la Repubblica