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Gasperini prima di Como-Roma: “Svilar out, dobbiamo riprendere da dove abbiamo lasciato”

Gasperini prima di Como-Roma: “Svilar out, dobbiamo riprendere da dove abbiamo lasciato”

Le parole di Gian Piero Gasperini in vista di Como-Roma, big match della sesta giornata di Serie A e prima sfida dopo la sosta per le nazionali.

Gian Piero Gasperini torna a parlare oggi alla vigilia di Como-Roma prevista per domani 11 ottobre alle ore 12.30. Si tratta della ripartenza per i giallorossi dopo la lunga sosta per le nazionali che ha tenuto la squadra lontano dai campi per tre settimane. Tanti i temi da affrontare per un big match che promette spettacolo e vede affrontarsi due delle principali rivali dell’Inter, compagine nettamente favorita per la vittoria dello scudetto. Curiosità sulle scelte di formazione, in particolare per gli argentini rientrati solo negli ultimi giorni dal Sud America e per le condizioni di Mile Svilar, che ha rimediato un infortunio al dito del piede ed è in dubbio in vista delle prossime sfide.

Gasperini Como-Roma
GIAN PIERO GASPERINI PENSIEROSO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )
( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Gasperini prima di Como-Roma:

Può farci un aggiornamento sulle condizioni della squadra e su Svilar?

“Su Svilar purtroppo lo abbiamo perso per alcune settimane. Ha avuto una frattura da stress in una spinta neanche eccessiva in allenamento sul quinto dito, la frattura non è scomposta ma per i tempi penso se ne parli dopo la prossima sosta. Purtroppo è una brutta tegola, ma nelle stagioni succedono cose come queste. Prepareremo Gollini che avrà l’opportunità di tornare un giocatore importante come è stato. Sul resto della squadra ieri si sono allenati tutti insieme, chi è rimasto qui si è allenato bene. Solo Koulierakis, oltre Cristante, è out per una contusione ma da lunedì sarà a disposizione”.

La nazionale può influire sulle scelte di domani? Pellegrini è pronto?

“Sono tutti pronti, gli argentini sono rientrati ieri ma sono pronti, qualcuno ha giocato più qualcuno meno. Ora si riparte col campionato, quindi inutile restare su queste settimane. Da domani ripartiamo possibilmente da dove ci siamo fermati, una squadra con grande fiducia, grande condizione. Domani è una partita molto importante. Pellegrini sta bene, queste settimane per lui sono state utilissime, ormai è un giocatore recuperato”.

Ha già parlato con Gollini, come si allena un portiere che nell’ultimo anno e mezzo ha giocato una sola partita?

“Gollini è un giocatore che nella sua carriera ha giocato con continuità forse solo con me, l’ho ritrovato qui dopo che ha peregrinato per alcune squadre, è sicuramente un ottimo secondo. Ora ha l’opportunità di giocare con continuità, all’Atalanta ha giocato anche in nazionale, ha sicuramente capacità e valore e si è allenato bene. Deve avere la fiducia di tutti, è un portiere che ora avrà l’opportunità di dare continuità”.

Dopo la gara con l’Inter ha detto che aveva avuto la sensazione di essersi avvicinato, la partita domani può dare ulteriori risposte? L’anno scorso contro il Como abbiamo visto tante cose diverse, cosa si aspetta dalla squadra di Fabregas e quanto può influire sulle sue scelte?

“La squadra di Fabregas ha dimostrato con i risultati degli ultimi anni quanto vale, merita tutti gli elogi che riceve, una squadra di valore che compete con le primissime. In questo momento l’Inter è quella che è un po’ sopra, noi nella partita contro di loro abbiamo giocato molto positivamente e da quella dobbiamo ripartite. Il Como come noi, la Juventus, il Milan, il Napoli, se volete l’Atalanta e qualche sorpresa fa parte di quel gruppo che si gioca le migliori posizioni dietro l’Inter sperando che inciampino. Abbiamo noi come loro diverse possibilità e varianti, hanno giocato anche a tre, noi abbiamo le nostre varianti. L’aspetto tattico è importante, non così determinante”.

Una precisazione su Svilar: si è fatto male in allenamento?

“Sì, con l’Inter aveva avuto una contusione, ma la cosa è successa in allenamento una settimana fa”.

Wesley ha recuperato al 100%? Continuerà ad alternare le due corsie?

“Per me ha fatto delle ottime partite, con l’Inter è stato straordinario. Sulle corsie avendo 9 partite in 27 giorni penso ci sia la possibilità di alternare tutti i ruoli”.

Sta lavorando sui gol dopo l’intervallo, come ci si lavora? Sente di essere vicino al traguardo?

“Sono particolari cui presti attenzione, però sono anche soddisfatto dei gol che facciamo nel primo tempo o nel finale. Cerchiamo di mantenere il buono e di correggere, è chiaro che prendere gol a inizio ripresa ti fa riflettere ma per me sono più situazioni individuali che di squadra”.

Spesso l’ambiente romano viene definito limitante, a me sembra che lei cerchi di portare l’entusiasmo dalla sua parte.

“Questa passione contagia me e la squadra. Giocare in mezzo a questo entusiasmo con lo stadio così pieno sia una cosa molto favorevole che la squadra e i giocatori sentono”.

Fabregas ha mostrato come battere la Roma al subbuteo, cosa ne pensa di cosa ha mostrato?

“Ma non so come è finita la partita (ride, ndr)”.

De Roon come sta, è pronto? Può sostituire Cristante?

“Sta bene, per questi giocatori come lui e Pellegrini, Molina è stata utile. Purtroppo Mora e Balerdi sono andati via. Questi giocatori sono arrivati a fine mercato, per loro la sosta è stata utile. Il rovescio della medaglia è che è tempo che non giocano, ma bisogna che incomincino perché queste partite in poco tempo consentiranno di giocare a tutti. In un tour de force così con 5 sostituzioni bisognerà utilizzare tutta la rosa. Questa per me deve essere una forza, chi è in rosa ha tutta la fiducia di poter giocare e di poter essere importante e determinante. Come è successo con Rensch a Parma lo scorso anno, che è stato decisivo. Questo deve essere per tutti, poi qualcuno giocherà di più o meno, ma il minutaggio sarà tanto e determinante per tutti”.

Rodrigo Mora può essere importante in un match in cui ci sarà tanto la palla a terra?

“Non posso fare uno per uno ogni giocatore. Domani siamo in 18 di movimento e probabilmente ne giocheranno 16. Non posso prevedere chi gioca con Real Madrid, figurati col Genoa, con lo Slovan, a Napoli, col Cagliari, a Manchester, col Sassuolo. Io mi auguro di non avere infortuni come successo con Svilar. Per il resto non sono preoccupato per nulla se gioca uno o l’altro, questi giocatori sono tutti in grado di essere competitivi, e hanno tutti un forte adattamento”.

Ha detto che vorrebbe coinvolgere di più la proprietà? Sarà possibile e in che modo?

“Non lo so ed è giusto che loro facciano ciò che ritengono più opportuno. Ci sarà un centenario di mezzo e credo che una società importante abbia una proprietà molto coinvolta, è una mia considerazione. Sono venuto alla Roma quando ho conosciuto Dan e Ryan Friedkin e mi hanno convinto che si può fare un lavoro importante, spero si abbia ancora quella visione”.

Di recente ha parlato della maturità della piazza di Roma sfatando dei luoghi comuni sul perché non si vince a Roma. Allora qual è il motivo? Come si costruisce un progetto vincente?

“Questa è una domanda molto lunga, ognuno faccia le proprie considerazioni”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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