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Nainggolan: “Roma è un’altra cosa, non sarei mai andato via. Inter? Sarà una prova”

Nainggolan: “Roma è un’altra cosa, non sarei mai andato via. Inter? Sarà una prova”

Radja Nainggolan torna a parlare della Roma e lo fa alla vigilia di una delle partite più attese della stagione. L’ex centrocampista giallorosso ha ricordato il rapporto speciale costruito con la Capitale.

Radja Nainggolan torna a parlare della Roma

Nainggolan ha parlato ai microfoni di Radio Bruno Roma 101.5 del suo legame con la Capitale, ribadendo quanto sia stato importante il periodo vissuto con la maglia giallorossa. Il centrocampista belga è arrivato a Roma nel gennaio 2014 e in poco tempo è diventato uno dei giocatori più rappresentativi della squadra, grazie al suo carattere, alla grinta e a un rapporto molto forte con la tifoseria.

LE PAROLE DI NAINGGOLAN

Roma-Inter è già da scudetto?

“Penso che l’Inter resti la favorita per vincere lo scudetto. Togliamo un po’ di pressione alla Roma. I giallorossi hanno iniziato bene, sono una squadra forte. Però queste partite, per la Roma, sono sempre state un limite in passato: quest’anno sarà una prova per capire se ha davvero qualcosa in più. L’Inter oggi è una squadra costruita bene, ha fatto la finale di Champions e ha riserve importanti. Lo scudetto che ha vinto il Napoli l’anno scorso, secondo me, l’ha perso l’Inter. Sarà una partita difficile: Dybala può fare la differenza, è un giocatore fantastico. Spero continui così”.

Sei soddisfatto del mercato della Roma?

“In questo momento posso dire che Balerdi ha mostrato subito personalità. Castro è entrato bene contro l’Atalanta, l’ho visto perché ero allo stadio. Nell’ultima non ha fatto benissimo, ma è forte e potente: quando davanti hai uno che segna sempre non è facile entrare. La Roma ha preso giocatori che, in questo stato di forma, è facile far rendere”.

Sei tornato all’Olimpico: che sensazioni hai avuto?

“È sempre bello. Giocare con il sold out è ancora più bello. Quando c’ero io era diverso: se devo ringraziare Mourinho per una cosa, è che ha riportato la gente allo stadio. L’atmosfera è piena, vedi tutti che cantano: Roma è un’altra cosa. Mi ha fatto impressione, è stata una bella esperienza”.

Roma-Inter è una gara di cartello: la Roma deve mantenere lo stesso atteggiamento o rispettare di più l’Inter?

“Rispettare l’avversario non vuol dire non attaccare. La Roma ha una identità, è migliorata rispetto all’anno scorso. C’è anche Mancini che si butta in avanti: sono cose che si notano. Una squadra che vuole vincere deve avere la sua identità”.

La differenza la faranno i portieri?

“Svilar ha fatto benissimo l’anno scorso e lo sta confermando. Martínez invece è al primo anno da titolare: la pressione la senti. Nel secondo gol con l’Udinese si vede il suo errore, ma un portiere deve sbagliare per imparare. Se Martínez ha dovuto fare tante parate, vuol dire che qualcosa nella difesa non va”.

Meglio un difensore fisico come N’Dicka o Balerdi?

“È difficile. L’anno scorso Ghilardi ha fatto bene, anche Balerdi ha fatto bene: tutti i difensori della Roma stanno rendendo. Per una partita così, mettere Balerdi può essere rischioso. Non so cosa sceglierà Gasperini, ma io giocherei con quelli più stabili. Poi è giusto che i nuovi abbiano il tempo per inserirsi”.

Il rapporto con Daniele De Rossi?

“Con Daniele ho un rapporto meraviglioso. Ci capiamo, l’ho avuto anche da allenatore alla SPAL”.

Che cos’è per te la Roma?

“È difficile: sono uno che è stato in poche piazze. La mia carriera è partita lentamente in Serie B, poi a Cagliari devo tanto. La prima possibilità di giocare in Serie A è stata la Roma: non sarei mai andato via, facevo tutto per la Roma. La gente mi rispettava. Però la mia personalità è quella che è: odio la falsità e le persone false, e quando qualcosa va contro i miei valori, vado via. Se mi chiedevi all’epoca se ero contento di andare all’Inter o triste di lasciare la Roma, rispondevo che ero più triste di lasciare la Roma. Ho rifiutato offerte dal Chelsea e dalla Cina per restare”.

Ti vedresti in questa Roma?

“Malen attacca la profondità, Dzeko invece faceva la punta che ti metteva la palla. In questa Roma ci sarei stato bene, mi sarei divertito. Ma purtroppo l’epoca è diversa”.

La partita contro Mourinho all’Olimpico: che auguri fai alla Roma in Champions?

“Una partita del genere è qualcosa che è mancato troppo. I tifosi della Roma meritano queste serate. Negli ultimi anni essere sempre sold out ogni domenica dà grande soddisfazione: hanno sempre spinto. Arrivare a una partita Roma-Real Madrid è la ciliegina sulla torta. Tornare in Champions è un trofeo”.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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