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Roma, la difesa vale doppio: non solo solidità, ecco perché

Roma, la difesa vale doppio: non solo solidità, ecco perché

La solidità della difesa della Roma è uno dei segreti di Gian Piero Gasperini: pochi gol subiti, clean sheet e difensori protagonisti anche in attacco.

«Primo: non prenderle!». Catechizzava così Bearzot, prima di Italia–Brasile del 1982. A quei tempi Gasperini era ancora un centrocampista del Palermo e forse non aveva maturato l’idea di diventare allenatore. Di certo, come tecnico, l’uomo di Grugliasco ha sempre preferito il paradigma opposto, seguendo il credo di voler segnare un gol in più dell’avversario. Un po’ per mentalità pregressa, un po’ per qualità dei singoli, però, la sua Roma obbedisce anche a quel vecchio comandamento, riuscendo a concedere pochissimo. È quanto emerge anche dalla rassegna stampa di oggi, al netto degli otto minuti di follia in cui si è fatta rimontare dal Real Madrid.

I numeri che raccontano la solidità in difesa della Roma

Gollini 2
( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Guardando ai primi cinque campionati del nostro continente, la Roma è la squadra che ha subito meno reti da agosto in poi. Soltanto tre quelle incassate fin qui in sette giornate di Serie A: la doppietta di Lautaro e il momentaneo vantaggio dell’Atalanta all’Olimpico. Allargando la visuale alla Champions League, con quello di martedì sera contro lo Slovan Bratislava sono saliti a sei i clean sheet, sulle dieci partite disputate complessivamente. Non male, considerando che gli ultimi tre sono arrivati con Gollini tra i pali.

Merito, certo, del portiere di riserva, che sta rispondendo presente dopo la frattura rimediata da Svilar, ma soprattutto di un reparto che rappresenta una garanzia. Quest’estate, poi, al terzetto composto da Mancini, N’Dicka e Hermoso si sono aggiunti, dal mercato, Balerdi e Koulierakis, due acquisti voluti proprio da Gasperini per aumentare esperienza e chili lì dietro. Ma sta emergendo pure Ghilardi, arrivato l’anno scorso dal Verona come un giovane dalle belle speranze e che contro gli slovacchi ha fornito un’altra prova della sua crescita costante.

I difensori si scoprono bomber

Un reparto completo e concreto che, però, dà anche il suo contributo in fase offensiva. I tre dietro, infatti, accompagnano continuamente l’azione, con sovrapposizioni e inserimenti in area di rigore per ricevere i cross dalla trequarti. I centrali seguono i propri uomini ovunque, contribuendo alla prima pressione alta della Roma, tra le squadre più efficienti nel recupero immediato del pallone.

Ampliando il discorso agli esterni, poi, i numeri parlano di un reparto che, dall’inizio della stagione, ha già contribuito con gol (quattro) e assist (sei) a dieci delle 24 reti realizzate dai giallorossi. Il primo centro allo Slovan Bratislava, in questo senso, è un po’ il manifesto di una difesa romanista in grado di far male agli avversari: sponda di Ghilardi per il tap-in di Hermoso. Il raddoppio, poi, arriva dal piede di Molina. Pochi giorni prima, era toccato a Lulli.

fonte: Corriere della Sera

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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