Gianluca Mancini ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport in cui ha parlato del proprio legame con la Roma, i tifosi e tutto l’ambiente giallorosso

Roma, ecco le parole d’amore di Gianluca Mancini
Gianluca Mancini è arrivato a Roma nel 2019 e col passare del tempo è diventato sempre più un punto fermo dello spogliatoio giallorosso e un po’ il capitano dei tifosi. L’ex Atalanta infatti ha incarnato proprio tutto l’amore che la gente prova verso questi colori e lo difende partita dopo partita in campo anche con il sangue.
Tutto questo è stato confermato inoltre quest’estate dal rifiuto di Mancini alla corte dell’Inter e dal rinnovo firmato con la Roma fino al 2029. Ai microfoni di Sky Sport ha quindi ribadito ancora una volta questo legame e questo amore nei confronti di tutto l’ambiente giallorosso.
Di seguito le sue parole:
La Champions per te sarà una prima volta in assoluto…
“Sì, la inseguivamo da un po’ di anni. La scorsa annata l’abbiamo conquistata e non vediamo l’ora di partecipare a questa bellissima competizione”.
“Penso che tutte le preparazioni sono toste perché vieni da un periodo di vacanza e quando riparti col caldo le prime sgambate sono un po’ toste dappertutto, quello che fa il mister col suo staff è metterci nelle giuste condizioni per arrivare ad affrontare la stagione nel miglior modo possibile. Noi come gruppo seguiamo alla lettera quello che ci dice di fare, poi ci sono allenamenti, caldo ma fa tutto parte del calcio. Adesso siamo già nella settimana del campionato e tutti non vediamo l’ora di iniziare”.
Come si fa a dire no all’Inter campione d’Italia che fortemente ti voleva quest’estate?
“Al cuore non si comanda. Io ho un rapporto speciale, la Roma me la sento dentro di me, dal primo giorno che sono arrivato e poi negli anni è aumentato. Volevo fortemente rimanere con il mister, con i miei compagni, per continuare ad essere protagonista in questo anno nuovo che verrà e fare ancora le cose nel migliore dei modi, perché ce lo meritiamo noi giocatori, la città, i tifosi, la società. Quando fai parte di una famiglia è difficile andarsene”.
Protagonisti che significa? Metti tu l’Inter favorita, che ruolo può recitare la Roma?
“A me classifica non piace farne, agli occhi di tutti per quello che ha dimostrato in questi anni l’Inter parte come sempre favorita e poi ci saranno tantissime squadre che daranno l’anima per fare un campionato tosto: tra questi ci siamo anche noi, ma il nostro obiettivo è pensare partita dopo partita, ragionare da squadra, passare dai momenti belli e cavalcare l’onda, ci saranno dei momenti brutti dove non ti devi abbattere, però l’idea è quella di migliorarsi sempre, dagli allenamenti alle partite, non accontentarsi di quello che è stato fatto l’anno scorso e provare a fare ancora meglio e provare a raggiungere altre cose”.
Questi nuovi acquisti possono migliorare la situazione? Tu hai una leadership riconosciuta, quando arriva uno come Rodrigo Mora lo prendi sotto braccio e gli dai qualche consiglio?
“Con il passare dei giorni sì. I ragazzi che stanno da più tempo qui man mano che vanno avanti i giorni si parla con i ragazzi nuovi, a volte il ruolo incide tanto: con Kostas appena arrivato ci siamo messi subito a parlare, un po’ di situazione tattica, un po’ d’ambiente, la casa, anche la vita privata. Mora è arrivato stamani, ha fatto il primo allenamento oggi e ci sarà modo di parlare anche con lui, non solo calcisticamente ma anche imparare a conoscerci fuori per andare mglio in campo”.
Mourinho ha detto ‘tecnicamente è fortissimo, piacerà ai tifosi della Roma’…
“Io quello che ti posso dire è che abbiamo giocato contro il Porto due anni fa, lui giocò e fece una bellissima impressione. Mourinho conosce Roma e i tifosi romanisti, se ha detto questa cosa è perché pensa sia così, noi siamo felici ogni volta che arrivano giocatori nuovi a rinforzare la squadra, a entrare in questo gruppo che è famiglia, un gruppo eccezionale che lavora molto”.
Percepite da parte dei Friedkin che tipo di motivazione attorno alla squadra?
“Quella che abbiamo sempre percepito da quando sono arrivati. Il loro sogno è vedere una Roma forte, competitiva, che sta a livelli alti e l’hanno sempre dimostrato. Noi calciatori ci impegniamo di più sul campo, sulla parte tecnica e tattica, cercando di dare il massimo per la maglia, per lo stemma che porti, per portare risultati ogni volta che scendi in campo. La proprietà insieme al mister e al direttore sportivo fanno quella parte di mercato e di gestione che noi calciatori non vediamo, quando arrivano ragazzi bravi caratterialmente e tecnicamente e ci danno qualcosa in più a livello di organico ci fa sicuramente piacere”.
Hai avuto modo di parlare col Ct Mancini o con i tuoi compagni di nazionale? Qual è la sensazione in vista quello che ci attende già da settembre?
“La delusione per il mancato Mondiale ancora c’è, è chiaro che più passa il tempo e più devi guardare avanti. Io non ero all’Europeo vinto con Mancini, ma sono stato dentro al gruppo quasi sempre. Adesso bisogna guardare avanti e pensare alle partite e a portare l’Italia dove merita di stare. Si sono fatti tanti discorsi, è meglio farne di meno e raggiungere determinati obiettivi. Il mister non l’ho sentito, però sicuramente lui, il presidente e Ranieri faranno qualcosa di importante per portare l’Italia dove merita di stare”.