Al Festival di Trento Materazzi incorona Mancini in un gioco sui difensori, cedendo solo alla fede interista. Ecco le sue parole sul centrale della Roma

Roma, il giudizio di Materazzi su Mancini al Festival di Trento
Le ultime parole rilasciate da Materazzi su Mancini confermano un legame speciale che affonda le radici in una stima reciproca mai nascosta, testimoniata anche dalla scelta della maglia numero 23 da parte del centrale giallorosso in onore del suo idolo di sempre.
L’opinione espressa da Marco Materazzi su Gianluca Mancini ha subito catturato l’attenzione degli appassionati di calcio presenti al Festival dello Sport di Trento. Interpellato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport per eleggere il miglior difensore attraverso un gioco di eliminazioni dirette, l’ex centrale dell’Inter e Campione del Mondo 2006 ha fatto prevalere l’affetto personale per il numero 23 giallorosso, regalando un siparietto ricco di ironia.
Nel confronto con i colleghi del campionato, la preferenza di Materazzi per Mancini è emersa in una lunga serie di duelli. Il difensore della Roma è stato infatti preferito nell’ordine a Bisseck, Rrahmani, Akanji, Chalobah, Pavlovic e Balerdi. In merito al centrale del Marsiglia, l’ex nerazzurro ha motivato la scelta sorridendo: “Sapete che Gianluca è un mio tifoso e che sono il suo idolo, quindi scelgo lui”.
La striscia positiva del centrale della Roma è proseguita poi contro Ramon, Solet e Gila, scartato con la battuta: “Non posso votare per un milanista”. Successivamente ha superato anche Hermoso e Alaba, quest’ultimo
liquidato con un altro commento scherzoso: “Ancora non l’ho visto Alaba”. L’incoronazione di Materazzi si è fermata soltanto davanti alla fede nerazzurra dell’ex difensore. Arrivato al testa a testa tra il giallorosso e Stones, il cuore ha preso il sopravvento: “Mancini o Stones? Stones, è interista”.
Il difensore inglese ha poi avuto la meglio anche su Scalvini e Bremer, finendo però per arrendersi a sua volta nel duello finale di fronte ad Alessandro Bastoni. Un siparietto leggero ma significativo, che conferma ancora una volta la stima profonda che lega il Campione del Mondo 2006 al suo storico ammiratore.