C’è un giocatore che più degli altri racconta le contraddizioni del mercato della Roma. Matías Soulé è giovane, ha talento e conosce già l’ambiente, eppure oggi il suo futuro giallorosso è tutt’altro che scontato.
Il caso Soulé
Pagine Giallorosse (G. Rufino) – Il nome di Soulé è tornato con forza nelle ultime ore. Il Milan avrebbe manifestato interesse per l’argentino e i contatti potrebbero aprire scenari più complessi, compreso un possibile coinvolgimento di Christopher Nkunku, giocatore seguito da Gasperini. Tuttavia, al momento non esiste un accordo e sarebbe sbagliato trasformare un’ipotesi di mercato in una cessione già scritta. Il dato interessante, quindi, è un altro: Soulé è tornato a essere una delle pedine che la Roma valuta per finanziare o modificare il proprio mercato. La domanda non è più quanto sia forte Soulé, ma quanto sia indispensabile per questa Roma.
Il talento contro il sistema
È una domanda tutt’altro che semplice. Solo pochi mesi fa Soulé sembrava destinato a diventare uno dei volti del nuovo ciclo: Gasperini lo aveva valorizzato, trasformandolo progressivamente in un giocatore più coinvolto nella costruzione e nella fase offensiva. Il Corriere dello Sport aveva raccontato proprio la sua crescita sotto il tecnico, ricordando come in precedenza la Roma avesse respinto offerte importanti per l’argentino. Ora, però, la situazione è cambiata: l’arrivo di Rodrigo Mora, la conferma di Dybala e la ricerca di altri profili offensivi hanno aumentato la concorrenza. Inoltre, la società deve mantenere equilibrio economico e alcune fonti indicano Soulé tra i possibili sacrificabili. Qui emerge il vero paradosso: la Roma rischia di vendere proprio uno dei talenti che aveva acquistato per costruire il proprio futuro.
La scelta che definisce il progetto
Per questo un eventuale addio di Soulé avrebbe un significato molto più grande di una semplice operazione economica. Se la Roma lo cedesse per arrivare a un giocatore ritenuto più funzionale, Gasperini avrebbe di fatto scelto il sistema prima del singolo talento. Una decisione coerente con la sua idea di calcio, ma anche rischiosa: Soulé ha 23 anni e possiede qualità che non si comprano facilmente sul mercato. D’altra parte, trattenere un giocatore senza garantirgli un ruolo centrale potrebbe creare un problema diverso, soprattutto con la Champions League alle porte e una rosa da rendere il più possibile funzionale. La Roma, quindi, non deve chiedersi se Soulé sia forte: deve chiedersi se sia il Soulé giusto per la Roma che vuole diventare. E forse è proprio questa la decisione che dirà più di qualsiasi altro acquisto quanto il progetto Gasperini sia ormai diventato la stella polare di Trigoria.