Torino, Inter e Champions attendono la Roma in un novembre ricco di impegni. Gasperini dovrà distribuire al meglio le forze e alternare gli uomini a disposizione.
La vulnerabilità della Roma va curata, perché sarebbe un peccato sprecare vittorie per una distrazione, per una scalata fatta fuori tempo, per un gol preso a difesa scoperta. Certi meccanismi, giocando a velocità sostenute e ritmi elevati, devono essere pressoché perfetti, evitando che si inceppino. Come già accaduto contro l’Atalanta e con il Fenerbahçe, stesse modalità, stesso momento, più o meno.
C’è tempo per rimediare, ovviamente, tenuto conto che sta per arrivare un mese (abbondante) con partite di alto livello, per fortuna non troppo ravvicinate. Ogni match ha un’insidia diversa. Il Torino arriva alla fine di un ciclo impegnativo, ed è la terza che, come noto, è sempre la più delicata, considerata anche qualche problematica fisica con cui Gian Piero Gasperini deve fare i conti.
Roma, ora serve dosare le energie
Koné potrebbe quindi essere gestito: il fastidio al ginocchio non deve diventare un guaio. Discorso che vale, in forme diverse, per Dybala, il più presente della rosa, che dopo Istanbul era fisicamente provato, e per Malen, che è un robot, ma pure lui gioca sempre e dopo sei giorni c’è l’Inter. O come Mancini, che fatica, e Balerdi, dietro a lui, scalpita: si è già rivelato un cambio da considerare. Turnover, dunque? Sì, probabile. Lo ha ammesso anche lo stesso allenatore romanista, sottolineando come le notti di Champions portino via molte energie. Sotto esame i vari Castro, Mora o Soulé, più Pisilli, lo stesso De Roon.
Dopo i granata arriva un altro grande test, ovvero il confronto con l’Inter che dirà, in buona parte, quanta ambizione da scudetto sia nelle corde dei capitolini. Come ci diranno molto le sfide con il Como alla ripresa del campionato, e sarà interessante vedere come si ripartirà dopo la sosta trisettimanale, e poi quella con il Genoa, poi con il Napoli in Campania, il Cagliari, quindi Udine, fino alla trasferta di Manchester il 3 novembre, passando per Roma–Slovan, che chiude il ciclo di quattro incontri europei belli sostanziosi.
A inizio novembre tireremo le prime somme: capiremo se la Roma avrà eliminato certe amnesie e se il potenziale dei titolari e dei panchinari si sarà dimostrato all’altezza. Gasperini è convinto che la rosa lo sia per qualità e non per numero, ed ecco perché la gestione delle forze sarà fondamentale, specie per uno come lui, che non ha mai amato il turnover e la parola stanchezza riferita ai calciatori. Un esame per tutti, anche per il tecnico, che attende per gennaio uno o due uomini in più. Con caratteristiche fisiche diverse da chi c’è già. Ma c’è tempo per quello. Il futuro è adesso.
fonte: Il Messaggero