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Verso il Torino, Mora cerca la scintilla con Soulé

Verso il Torino, Mora cerca la scintilla con Soulé

Dopo quattro gare di fila, Dybala potrebbe essere gestito. Contro il Toro, Gasperini valuta la possibilità di schierare per la prima volta insieme Soulé e Mora.

Con la trasferta di Torino dietro l’angolo e dopo quattro partite consecutive da titolare (due senza nemmeno essere sostituito), cominciare a ragionare su una gestione atletica di Paulo Dybala diventa necessario. Anche se a Istanbul l’argentino ha dispensato tecnica e giocate d’alta scuola, mentre Matias Soulé e Rodrigo Mora nell’inferno del Saraçoğlu hanno arrancato, forse schiacciati dalla pressione dell’ambiente. Ancora una volta gli altri due trequartisti a disposizione di Gasperini – il quarto è Pellegrini, sulla via del recupero – si sono dati la staffetta.

La Joya, invece, che ha dieci anni in più di Matias e addirittura quattordici in più di Rodrigo, ha brillato per novanta minuti più recupero. Ma ha terminato la gara col Fenerbahçe piegato in due dai crampi e soltanto il tecnico di Grugliasco, che è stato il principale sponsor del suo rinnovo, sa quanto possa pesare la mancanza prolungata del fantasista. Meglio prevenire, allora, anche perché dopo il Toro c’è l’Inter.

Gasperini pensa alla coppia Soulé-Mora per Torino

Così Mora e Soulé per la prima volta potrebbero giocare insieme lunedì pomeriggio. Sarebbe un inedito. Fin qui i due funamboli sono stati competitor, alternativi l’uno all’altro: l’ex Porto ha debuttato dall’inizio contro la Fiorentina e la Joyita gli ha dato il cambio; a Lecce è accaduto l’inverso e la gerarchia si è di nuovo ribaltata contro l’Atalanta, con il portoghese a danzare tra le linee per 54 minuti e l’argentino a invertire la rotta, con un gol e un assist, negli ultimi 35.

Soulé s’è quindi guadagnato una maglia da titolare in Champions, ma in Europa entrambi sono sembrati meno pimpanti del solito. Mora in particolare ha giocato due spezzoni da big: il primo tempo contro la Viola e la mezz’ora da subentrato del Via del Mare. Non sempre, però, in queste gare, è riuscito a dare continuità al suo rendimento, nonostante abbia già mostrato abilità nello stretto, visione di gioco, precisione del tiro e intesa con le punte: tutte caratteristiche che lo fanno assomigliare, più di tutti gli altri, proprio a Dybala. Il solco dell’eredità è dunque tracciato.

fonte: Corriere dello Sport

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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