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Roma, Mora usa la testa: il curioso record all’Olimpico

Roma, Mora usa la testa: il curioso record all’Olimpico

Mora, il record all’Olimpico e il confronto statistico con i marcatori più bassi di testa: il gol contro il Cagliari regala una curiosità.

Rodrigo Mora ha il talento di chi sa sorprendere, spiazzare gli avversari e inventare soluzioni che non ti aspetti. «Una mina vagante», come lo ha definito Gian Piero Gasperini. Il portoghese, infatti, non sa usare soltanto i piedi, ma anche la testa, e il gol realizzato contro il Cagliari ha aggiunto una curiosità statistica al suo curriculum, proiettandolo tra i cinque marcatori più bassi di testa in Serie A dalla stagione 2004/05, da quando, cioè, è disponibile questo dato. Come emerge dalla rassegna stampa di oggi, davanti ai suoi 168 cm e in compagnia di Gianfranco Zola, ci sono Maximiliano Morález (160 centimetri), Lorenzo Insigne, alto 163, Lucas Torreira (166) e Papu Gómez (167).

Mora, il record all’Olimpico che sfida i centimetri

Mora e Gasp
( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Ma per il gioiellino della Roma c’è anche un primato legato direttamente allo Stadio Olimpico. Con il colpo di testa contro i sardi, il classe 2007 ha raggiunto Antonio Filippini, che il 12 marzo 2005 aveva segnato di testa con la Lazio: entrambi sono alti 168 centimetri e condividono il record di marcatori più bassi di testa in Serie A all’Olimpico, sempre dal 2004/05. Alle loro spalle, nella speciale classifica relativa all’impianto romano, figurano Alexis Sánchez, Marco Sau, Dries Mertens e Pedro, tutti alti 169 centimetri.

Ma l’Olimpico è teatro anche di un’altra immagine rimasta nella memoria: il colpo di testa di Lionel Messi nella finale di Champions League del 2009. Sedici anni dopo, nello stesso stadio, Mora ha trovato la via del gol con la testa, pur essendo persino due centimetri più basso della Pulce. Nessun paragone tecnico, naturalmente, soltanto una curiosa coincidenza. E una lezione semplice: l’altezza può essere un dato fisico, non un limite invalicabile. Posizione, tempismo, coraggio e capacità di leggere la traiettoria possono trasformare un colpo apparentemente improbabile in una giocata decisiva. Il talento, dunque, non si misura in centimetri.

fonte: Corriere dello Sport

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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