In estate non era considerato incedibile, ma oggi Soulé è il leader tecnico della Roma di Gasperini, ed è cresciuto con l’assenza di Dybala.
Il Messaggero (S.Carina) – «Trentacinque milioni? Sono troppi». Ma poi, con il trascorrere delle settimane, lo sono diventati anche trenta e alla fine anche un’eventuale formula dí prestito con diritto di riscatto. Il leit-motiv dell’estate romanista legata a Soulé si è trasformato ora in un grande sospiro di sollievo. Perché Matias è rimasto, gioca nella Roma e ad oggi, insieme a Malen, è il leader tecnico della squadra. Paradossale, ma fino ad un certo punto, che questa esplosione sia arrivata con Dybala fermo ai box.

Soulé leader tecnico della Roma
Un copione già visto nella passata stagione quando con Paulo out, Soulé prese per mano la Roma nel girone d’andata, chiudendolo con 7 gol prima di arrendersi ad una pubalgia che ne ha fatto perdere le tracce per mesi. La posizione c’entra sicuramente, perché per un mancino come lui è certamente più semplice rientrare sul piede migliore per accentrarsi e adempiere le consegne tecniche che gli chiede Gasperini. Ma c’è anche dell’altro. E come se Matias si sia sentito più responsabilizzato con i compagni che hanno, gioco-forza, iniziato a cercarlo con più insistenza, essendo rimasto il solo giocatore capace di innescare Malen e affiancarlo in avanti. Il resto è venuto da solo.
Oggi Soulé è un leader: curioso che per tanto tempo la critica che gli veniva posta era proprio quella che non lo sarebbe mai diventato. Questa sera all’Old Trafford cerca la conferma. In una partita che la Roma può far sua ma che deve stare molto attenta a non farsi scivolare via tra le mani. Alla vigilia sembra tutto troppo scritto, troppo scontato, troppo facile. Di storie del genere, proprio recentemente, Soulé ne ha vissute sulla propria pelle. E sa che ci vuole poco per far girare la carta.