La Joyita conquista un ruolo da protagonista nella Roma di Gasperini: gol, assist e personalità raccontano la trasformazione di Soulé.
Con Matias Soulé che all’Old Trafford ha firmato il primo gol in Champions League, oltre ad aver conquistato il rigore poi realizzato da Donyell Malen, scordatevi il giocatore spento nei big match che nella passata stagione aveva colpito Pisa, Verona, Fiorentina, Rangers, Cremonese, Genoa e Sassuolo. Il peso delle reti, ora, è ben diverso.
Già quattro centri contro Lecce, Atalanta, Napoli e Manchester United e cinque assist contro Atalanta, Real Madrid (2) e Udinese (2). Dodici mesi fa, allo stesso punto della stagione, aveva realizzato lo stesso numero di marcature, ma solamente due passaggi decisivi. Sono aumentate anche le grandi occasioni create (4 contro 3) e la percentuale di dribbling riusciti (55,1% contro il 45,2%).
La Joyita senza Dybala vola: la trasformazione di Soulé

Come emerge dalla rassegna stampa di oggi, i numeri confermano la trasformazione di Soulée, per la prima volta da quando è nella Capitale, non sta facendo sentire l’assenza di Dybala. La convivenza, spesso e volentieri, lo ha limitato, poiché la mattonella è la stessa e senza di lui ha senza dubbio più libertà di manovra. Senza la Joya, Gasperini ha ruotato più volte gli uomini in attacco, ma non ha praticamente mai rinunciato alla Joyita. Solamente un turno di riposo contro lo Slovan Bratislava. Al suo fianco Malen, al quale ha già fornito due assist, ma l’intesa funziona anche con Mora, tanto che sabato contro il Sassuolo potrebbe toccare di nuovo a loro due.
Il lavoro, la svolta e la chiamata di Scaloni
Ma l’argentino è diventato anche un leader tecnico, mettendosi alle spalle la pubalgia e, soprattutto, un’estate complicata. Si è allenato duramente anche fuori da Trigoria, come ieri, quando, nonostante il giorno libero, ha lavorato a casa con il suo preparatore personale. A luglio il suo futuro era un rebus, ma, a suon di sudore, ha conquistato Gian Piero Gasperini. E il tecnico di Grugliasco lo ha praticamente trasformato, riportandolo vicino alla porta, mentre con Ranieri era quasi diventato un esterno di centrocampo.
Una metamorfosi che gli ha consentito di essere chiamato nuovamente da Scaloni, così da poter essere protagonista nelle due amichevoli dell’Argentina contro l’Uruguay e il Costa Rica. Una dimensione internazionale che fino a qualche settimana fa gli era sempre mancata e che ne accresce, insieme alla Champions, il valore. In estate faticavano ad arrivare offerte vicine ai 30 milioni, mentre in questo momento una proposta del genere verrebbe spedita al mittente.
fonte: Il Messaggero