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Roma, da 0-2 a 3-2: il blackout di Old Trafford riapre vecchie ferite

Roma, da 0-2 a 3-2: il blackout di Old Trafford riapre vecchie ferite

La sconfitta contro il Manchester United lascia alla Roma molto più del semplice rammarico per una partita persa. A Old Trafford i giallorossi avevano costruito un vantaggio di due reti, mostrando per un tempo intensità, personalità e qualità. Poi, però, la squadra si è progressivamente spenta, lasciando campo agli inglesi e subendo una rimonta difficile da spiegare soltanto con gli episodi. Il 3-2 finale mette nuovamente in evidenza una fragilità che Gasperini dovrà affrontare: la difficoltà di mantenere il controllo quando l’inerzia della gara cambia.

Manchester United-Roma 3-2, un primo tempo convincente

Per 45 minuti la Roma ha dato l’impressione di poter gestire la partita. La pressione alta, la rapidità nelle ripartenze e la capacità di sfruttare gli spazi hanno messo in difficoltà i padroni di casa. All’11’ Soulé ha trovato il vantaggio grazie a una grande giocata di Rodrigo Mora, mentre al 18’ Malen ha trasformato il calcio di rigore che ha portato il risultato sullo 0-2.

La squadra di Gasperini sembrava avere tutto sotto controllo e avrebbe potuto rendere ancora più pesante il passivo per gli inglesi. Non aver sfruttato ulteriormente il momento favorevole, tuttavia, ha lasciato aperta una partita che avrebbe richiesto maggiore cinismo. Contro una squadra come il Manchester United, concedere la possibilità di rientrare può trasformarsi in un errore decisivo.

La delusione di Gian Piero Gasperini. La Roma di Gasperini durante la sfida di Champions League contro il Manchester United a Old Trafford.
la delusione di Gian Piero Gasperini ( foto Salvatore Fornelli )

Il rigore riapre la partita, la Roma perde certezze

Nella ripresa lo United ha cambiato atteggiamento, aumentando la pressione e costringendo i giallorossi ad abbassarsi. L’episodio del rigore ha rappresentato un passaggio fondamentale: Vasquez aveva inizialmente neutralizzato il tentativo di Bruno Fernandes, ma la conclusione è stata ripetuta per l’ingresso dubbio di Cristante in area. Al secondo tentativo il portoghese non ha sbagliato.

Da quel momento la Roma ha perso progressivamente sicurezza. La squadra non è più riuscita a uscire con continuità dalla propria metà campo, faticando a costruire azioni e a trovare soluzioni per alleggerire la pressione. Come sottolineato da Gasperini nel post-partita, i giallorossi non sono riusciti a sostenere la spinta avversaria. All’83’ è arrivato il pareggio di Cunha, favorito dall’errore difensivo di Balerdi, mentre tre minuti più tardi lo stesso brasiliano ha completato la rimonta.

Dopo il Real Madrid, un altro campanello d’allarme

La rimonta subita a Manchester richiama inevitabilmente quella contro il Real Madrid. Due partite differenti, ma accomunate dalla difficoltà della Roma nel proteggere un vantaggio importante quando gli avversari aumentano l’intensità. Non è sufficiente individuare il problema in un singolo episodio: serve una risposta collettiva, sia sul piano tattico sia su quello mentale.

Gasperini ha parlato di una sconfitta utile per imparare e della necessità di liberarsi dalla pressione del risultato a tutti i costi. Il messaggio è chiaro: la Roma deve imparare a gestire anche le fasi più complicate, senza rinunciare a giocare. Perché costruire un grande primo tempo è importante, ma saper resistere quando la partita cambia volto lo è altrettanto.