Andrea Stramaccioni, opinionista DAZN e tifoso giallorosso, ha rilasciato delle dichiarazioni riguardo al match di oggi tra la Roma e il Napoli al Maradona

Napoli-Roma, ecco le dichiarazioni di Stramaccioni sul match
Oggi alle 18 allo Stadio Diego Armando Maradona si giocherà quindi il match Napoli-Roma valido per l’ottava giornata di Serie A. Le due squadre arrivano quindi alla gara con due morali completamente diversi. Tuttavia però entrambe vengono da una vittoria in Champions League contro il Bodo-Glimt e lo Slovan Bratislava. In occasione del match l’opinionista di DAZN e tifoso giallorosso, Andrea Stramaccioni, ha quindi rilasciato un’intervista a Il Corriere dello Sport nella quale ha appunto parlato di questo derby del Sole.
Di seguito quindi le sue dichiarazioni:
Due vittorie in Champions, ma in modi diversi. Che cosa dicono?
“Due partite diverse contro avversari diversi. Il Bodo, primo nel suo campionato, veniva dalla vittoria sul Borussia Dortmund e ha esperienza internazionale. Lo Slovan era a zero punti, con 13 gol subiti in tre partite. Per il Napoli era fondamentale tornare a vincere. La Roma ha dato continuità al suo ottimo avvio”.
I pochi giorni di recupero quanto possono influire?
“Sono squadre e allenatori abituati a gestire gli impegni ravvicinati. Sicuramente il Napoli ha avuto una gara forse più intensa e combattuta, ma sono valutazioni solo teoriche. Sarà importante vedere quali giocatori recupereranno per questa partita”.
È ancora presto per parlare di scontro diretto?
“È una gara importante, tra due squadre che sono arrivate alle spalle dell’Inter la scorsa stagione. Attraverso i successi in queste partite passa la consapevolezza di essere pronti per il vertice”.
Che cosa ha cambiato Allegri dopo il ciclo di Conte?
“Non ha rivoluzionato gerarchie ed equilibri. Ha mantenuto la spina dorsale del blocco degli ex campioni d’Italia lavorando però su profili su cui il Napoli aveva investito e che avevano avuto poco spazio, come Lucca, Lang, Rafa Marín e Giovane”.
I tre gol subiti dal Bodo manifestano un problema di equilibrio?
“Quattordici gol subiti in dieci partite sono tanti, soprattutto perché molti sono nati da errori o scarsa attenzione. Credo però che il Napoli abbia pagato assenze importanti. Al completo è sempre molto competitivo”.
De Bruyne e McTominay reggono questo calendario?
“Sono abituati da anni a questi ritmi. McTominay è tornato e la sua condizione cresce di partita in partita. Su De Bruyne c’è un equivoco sul tema atletico: ha un motore in grado di giocarle tutte, anche ravvicinate. Il tema al limite è solo l’intensità che potenzialmente può ridursi con il passare dei minuti, ma se gioca o no è solo una scelta tecnica”.
Quattro gol con marcatori diversi con lo Slovan. Il calcio di Gasperini è entrato nella testa della Roma?
“La Roma è andata in gol con undici giocatori diversi e mancano ancora Dybala, Mancini, Wesley e Pellegrini. Ma colpisce di più la fase di non possesso: la scuola di Gasperini difende attaccando e gestendo il pallone. È la miglior difesa e due dei tre gol li ha presi con l’Inter. È la miglior differenza reti della Serie A”.
Malen è già a quota nove gol. Che problemi può creare?
“È impressionante: sempre più in sintonia con la verticalità dell’ultimo passaggio della Roma. La sua mezzaluna di smarcamento, il primo controllo orientato, la velocità con cui lo fa, mi ricordano, con i debiti paragoni, i movimenti che andava a fare Andriy Shevchenko”.
Gasperini ha chiesto di non compiacersi. Il 4-0 può essere un problema?
“È troppo esperto, sa che a Napoli il coefficiente di difficoltà è altissimo. Troverà una squadra ferita, che non può permettersi di perdere ancora e giocherà alla morte davanti al suo pubblico caldissimo. E Gasperini lo sa bene. Preparerà una gara ad alta intensità, togliendo tempo e spazio alla costruzione del Napoli, cioè irritando Lobotka e De Bruyne e cercando di sfruttare gli spazi in verticale che potranno aprirsi”.
Dove si decide la partita?
“Saranno dieci duelli delicati: dico Højlund-Ndicka e Malen-Rrahmani. Højlund e Malen già nella scorsa stagione hanno dimostrato di poter mettere in difficoltà qualsiasi difesa. Il controllo passerà dal centrocampo: il palleggio di Lobotka e De Bruyne contro verticalità e intensità giallorosse. E occhio alle transizioni: entrambe sono micidiali sulla palla recuperata con l’avversario sbilanciato”.
Quali sono i punti deboli di entrambe?
“La Roma ha subito poco a difesa schierata, ma ha sofferto le seconde palle da palle inattive, vedi Inter e Real Madrid. Dall’altra parte isolare gli attaccanti uno contro uno in campo aperto e costringere gli esterni di Allegri a rincorrere Wesley e compagni può dare fastidio al Napoli”.
Chi ha la rosa più profonda?
“Senza infortuni avrei detto il Napoli, anche se è un po’ corto in mezzo, ma adesso con la Roma priva di giocatori chiave le vedo simili. Il vero vantaggio dei giallorossi è un anno di lavoro con Gasperini, più certezze ed entusiasmo”.
Come descrivere le due squadre oggi?
“Il Napoli è un grande potenziale, in cerca di certezze, continuità e solidità. La Roma è un gruppo pieno di entusiasmo che di certezze ne ha molte, ma per stare lassù deve vincere partite come questa”.
Chi può decidere la sfida?
“Sono tanti, ma Malen e Højlund sono i terminali più pericolosi in campo”.