Un punto guadagnato e un punto di partenza. Questo il riassunto dell’esordio della Roma in Champions League contro il Fenerbahce.
Il Tempo (L.Pes) – Esordio a due facce. La Roma trova un punto a Istanbul nella prima di Champions contro il Fenerbahce. Sette anni dopo l’ultima volta i giallorossi tornano a giocare la coppa dei campioni in un ambiente caldo, ostile, che spinge per novanta minuti interi.
L’unica sorpresa di Gasp nell’undici iniziale è Rensch per Molina, con l’argentino ancora non al massimo della condizione. I primi quarantacinque minuti sono un monologo a tinte giallorosse, anche e soprattutto per la scelta dei padroni di casa di attendere nella propria metà campo. Ma la Roma sta bene, e con grande aggressività lascia le briciole al Fener, che comunque tiene impegnato un ottimo Svilar con due conclusioni velenose. Occasioni che arrivano poi con Dybala e con Mancini che non trova Rensch con la sponda in area. Al 38’ l’assolo da sinistra di Malen porta Cristante alla conclusione che trafigge Ederson all’angolino. Vantaggio meritato per la Roma e gialloblù sperduti nel finale di prima frazione.
Il pari è un punto di partenza
Nella ripresa, però, la musica cambia. I turchi pareggiano quasi subito sull’asse Greenwood-Brown, con la complicità di un’uscita totalmente fuori tempo di Mancini. Il ritmo di Dybala e compagni comincia a calare, e Gasp mette mano alla panchina. Prima Pisilli per Koné, poi il triplo cambio per aggiustare le posizioni in campo, col Fenerbahce che iniziava a trovare troppi spazi. Entrano Molina, Balerdi e Mora per Mancini, Rensch e Soulé.
Gli argentini entrano bene in partita, soprattutto il centrale difensivo, l’atteggiamento del portoghese, invece, è poco da «Champions», e il tecnico glielo fa notare in diverse occasioni. Svilar è prodigioso su Muriqi, poi Rensch devia una conclusione di Aydin che poi il portiere smanaccia. Nel finale anche una traversa da calcio di punizione sul colpo di testa di Aké. Stavolta il finale è senza batticuore ma la Roma finisce la gara di Istanbul con la spia della riserva accesa, e il livello della competizione non perdona.