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Dybala, ora i gol: la Joya è al top ma Gasperini vuole altro

Dybala, ora i gol: la Joya è al top ma Gasperini vuole altro

Dybala, ora i gol: dopo una fase di grande continuità, Gasperini alza ancora l’asticella e chiede alla Joya la rete che manca da 13 partite.

C’è stato un tempo in cui la classe di Paulo Dybala si ammirava con il timore costante che la sua bellezza potesse svanire all’improvviso a causa di un risentimento muscolare. Dall’inizio della stagione, invece, la Roma assiste a una versione del talento argentino. Un atleta che, a 32 anni, ha ridefinito i propri confini, barattando la fragilità (49 partite saltate nei primi 4 anni in giallorosso) con la resilienza dei maratoneti. Come ai tempi di Palermo e della Juve 2015/16.

Una Joya 5.0, alla quale ora Gian Piero Gasperini chiede più strappi nei sedici metri, più scatti e dribbling e più tiri in porta, aspettando un nuovo gol che manca da 13 partite, dall’acuto con il Torino del 18 gennaio scorso. Sempre presente, con 497′ in sei gare tra campionato e Champions – fra i giocatori di movimento è sul podio dietro Bryan Cristante, con 514′, e Mario Hermoso, con 509′ – Dybala ha giocato al servizio della squadra, ma senza rinunciare alla propria arte.

Dybala, ora i gol: Gasperini punta sulla nuova Joya

Come nella sfida contro l’Inter, in cui si è sacrificato con il pressing sul portatore di palla e con commoventi recuperi fino al 93′, correndo per 9,8 chilometri, dopo aver ispirato nel primo tempo i due gol di Manu Koné. Perché quando l’argentino ha il pallone tra i piedi qualcosa succede sempre, se è vero, come è vero, che dall’inizio della stagione ha già fornito 4 assist vincenti e 3 reti propiziate. E Gasperini, che è un perfezionista, vorrebbe ora il gol perché Paulo ha una ritrovata forza nelle gambe. E i primi riscontri avuti contro i nerazzurri, quattro conclusioni verso la porta di Martinez, sono già segnali incoraggianti.

Ecco perché il fantasista si ripresenterà alla ripresa del campionato forte di un lavoro estivo attento e scrupoloso per resistere all’urto del tempo. E di un richiamo di preparazione mirato durante la sosta per migliorare ulteriormente le prestazioni. Finora non ha mai saltato un allenamento, come ha confermato nei giorni scorsi il tecnico. A lui si deve appunto la trasformazione della Joya grazie a tre fattori fondamentali: potenziamento dei muscoli, durata atletica e nessuna gestione “prudente” come in passato.

E più gioca, più guadagna, dal momento che il suo nuovo contratto è costruito proprio sui bonus: presenze, gol e assist. L’argentino ha firmato un rinnovo annuale riducendosi del ben 72% lo stipendio rispetto al contratto precedente, pur di restare alla Roma. E, scommettendo su se stesso, per ogni gara disputata da titolare con almeno 45′ in campo guadagnerà 100 mila euro in più fino a un massimo di 20 presenze: 2 milioni in più rispetto ai 2,2 di base fissa. Nel caso in cui dovesse invece partire dalla panchina e dovesse disputare almeno 20′, al numero 21 andranno invece altri 75 mila euro e, dalla ventunesima partita con almeno 45′, il bonus aumenterà ancora, passando da 100 a 150 mila euro.

fonte: La Gazzetta dello Sport

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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