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Gasperini e Chivu, storia di una stima nata in 60 giorni

Gasperini e Chivu, storia di una stima nata in 60 giorni

Gasperini e Chivu, un rapporto nato quando il tecnico di Grugliasco per pochi mesi ha allenato il difensore all’Inter nel 2011.

La Gazzetta dello Sport (R.Maida) – La macchia non è rimasta sul vestito ma nella testa, dove l’inchiostro può essere indelebile: Gian Piero Gasperini ancora ricorda con malumore la sua esperienza da allenatore dell’Inter, che ne ha messo in dubbio per molto tempo l’adattabilità a un progetto tecnico di stampo metropolitano. In quei 90 giorni tormentati, Gasp non vinse neppure una partita. Eravamo nel 2011.

Gasperini voleva giocare a modo suo, introducendo la difesa a tre che non convinceva il presidente, e chiedeva calciatori adatti al suo stile. Avrebbe confermato Eto’o volentieri, per esempio, ma il campione di mille battaglie scelse i soldi della Russia. In cambio si ritrovò Forlan, che era già spremuto, e Zarate, estroso e discontinuo attaccante arrivato dalla Lazio. Considerava poco inquadrabile Sneijder, con il quale infatti non legò, e non vedeva Pazzini, che piaceva molto ai tifosi.

Il rapporto tra Gasperini e Chivu

Ma uno dei principali problemi fu proprio Cristian Chivu, l’avversario che sfiderà sabato all’Olimpico nella sfida-scudetto. Chivu non stava bene, era depotenziato da un infortunio alla caviglia e altri acciacchi che presto lo avrebbero obbligato a smettere, e non fu in condizione di aiutarlo: rientrò solo a Novara, l’ultima partita, quando ormai era chiaro che l’Inter avrebbe cambiato allenatore. Il rapporto tra Gasperini e Chivu però è sempre stato ottimo. Cristian ne apprezzava già da calciatore la cultura del lavoro, la dedizione alla preparazione atletica, la disciplina ferrea. «Con lui mi sono allenato come da molto non succedeva». E lo ha studiato con passione quando è passato dall’altra parte.
Nello scorso campionato ha sempre vinto Chivu: due volte su due. All’andata con molta fatica, rete di Bonny inspiegabilmente lasciato solo a campo aperto e poi difesa strenua davanti agli errori della Roma, al ritorno con autorevolezza, a San Siro, specie dopo il siluro di Calhanoglu poco prima dell’intervallo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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