Malen esclusivo al Corriere dello Sport parla del suo momento e di quanto lo abbiano aiutato, tra gli altri, gli incontri con Gasperini e Dybala.
Corriere dello Sport (I.Zazzaroni) – L’assist me lo serve al bar di Trigoria Lorenzo Pellegrini: “Fallo parlare in italiano, fa morir dal ridere“. Detto fatto. Tra una battuta in inglese e la traduzione in olandese di Claudio Bisceglia – studi a Trieste, un fenomeno – perché Donyell non vuole perdersi neppure le sfumature della chiacchierata, ecco le sue prime parole nella lingua dei poeti: “Stanco“.

Malen esclusivo su Gasperini, Dybala e molto altro
Inizio incoraggiante. Sento odore di Gasp. «Difficile, molto difficile. Buono. Caldo. Molto caldo. Sono Donny».
Tutto qui? Sorride e prosegue: «Ho iniziato da poco…rigore».
Ci siamo finalmente. «Passa».
La palla. Basta così, Donny. «Ci rivediamo tra sei mesi – attacca con l’inglese -, vedrai che parlerò perfettamente».
Ti dice qualcosa Dymalen o Dybalen? È una crasi. Pensavo: o Paulo conosce l’olandese o tu il castigliano. Oppure, più prosaicamente, parlate la stessa lingua in campo.«Dymalen… fa pensare alla connessione, sì, è divertente online… Il feeling con Paulo è stato immediato».
Psv, Borussia, Aston Villa, Roma. Hai sempre segnato tanto.
«Mai così tanto. E fin dalle prime giornate».
Cosa è cambiato?
«Penso un po’ tutto. Ho giocato molto e ovunque, ma oggi credo di essere nel posto giusto con le persone giuste. L’allenatore e i compagni mi danno tanta fiducia, tutte queste cose insieme mi portano a essere quello che sognavo».
Fosti tu a voler lasciare l’Aston Villa o fu Emery a spingerti all’uscita?
«Sono stato io, volevo giocare, far parte di una squadra dove poter scendere in campo ogni fine settimana e risultare importante. In quella fase non sentivo di esserlo, penso di aver fatto la scelta migliore».
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Una cosa che mi ha impressionato del tuo modo di giocare e che ha colpito un po’ tutti, è la capacità di pulire i palloni sporchi quando ti arrivano al limite dell’area.
«No, non sporchi, direi palloni non buoni. Non buoni è corretto. Questa cosa, sì, mi riesce bene».
Cosa ti ha colpito maggiormente della Roma?
«L’importanza del club, i tifosi, l’allenatore, i compagni, tutte cose che contribuiscono al successo, lo facilitano».
Quale, il momento più importante della tua nuova avventura?
«La prima partita. Cominciare molto bene, segnando una tripletta, è stato fondamentale. Come squadra, you know, eravamo forti e connessi, la sensazione che ho provato è stata subito molto buona. Da momenti come questo possiamo partire per costruire e fare qualcosa di speciale».
Adesso puoi confessarlo perché la sosta è finita. Eri infortunato al punto da non poter rispondere alla convocazione dell’Olanda oppure «poco infortunato», come ha detto Xavi?
«Ero infortunato e mi è dispiaciuto non andare in nazionale».
Alcuni tuoi colleghi sostengono di aver vomitato per sfinimento dopo i primi allenamenti con Gasperini. È successo anche a te?
«Non mi è successo, però posso dire che a volte sono pesantissimi»
Lasciasti l’Aston Villa perché volevi giocare al centro dell’attacco e non esterno, giusto?
«Al centro è la posizione in cui mi sento meglio, more comfortable».
Quale, la differenza più evidente tra la serie A e la Premier?
«Molto caldo».
Così smonti una serie di teorie su distanze tecniche, intensità.
«In Inghilterra molta pioggia e molto freddo. Qui in estate devi rallentare il gioco, non puoi sempre andare avanti e indietro con quaranta gradi… In Premier c’è una filosofia differente, non trovi mai dei blocchi difensivi come quelli italiani».
Oltre a Svilar, chi ti ha sorpreso?
«Tanti, Pisilli è molto giovane, l’ho visto subito, ha qualità. Manu, fantastico. Alcuni li conoscevo dall’Olanda. Marten ad esempio».
Hai avuto una formazione singolare.
«Ho giocato nell’Ajax quand’ero giovanissimo, a sedici anni mi hanno preso all’Arsenal e a diciotto al Psv, nella seconda squadra. Differenti culture, lo stile olandese, quello inglese, è stato importante».
Donny, a fine stagione chi avrà segnato di più tra te e Lautaro?
«Meglio che mi concentri su me stesso».
Licenza social: Malen o Lautaro?
«Malen».
Cos’ha Gasperini di tanto speciale?
«Il modo in cui gestisce i giocatori, sai che non ti mentirà mai su niente».
Fa saltare le sedie nello spogliatoio.
«È successo dopo Parma. Amazing. Era troppo felice, è volato anche un tavolo».
Donny, prima che tu mi dica che sei stanco e che fa molto caldo, ti saluto.
«Sono Donny».
Cosa?
«Sono Donny». E ride.