Il ritorno in Champions ha cambiato il peso delle ambizioni romaniste. La squadra di Gasperini ha già una base importante, ma il tecnico continua a chiedere rinforzi.
Non bastano più undici titolari
Pagine Giallorosse (G. Rufino) – Il tema è tornato con forza nelle ultime ore. La Roma vuole ancora completare la rosa: un quinto di centrocampo e un esterno offensivo. L’arrivo di Rodrigo Mora ha aggiunto qualità, ma non ha risolto completamente la richiesta di Gasperini, che cerca anche un giocatore capace di creare superiorità con uno “strappo”. La differenza rispetto alla scorsa stagione è tutta qui. La Roma non dovrà alternare Serie A, Champions League e Coppa Italia. Inoltre, il calcio di Gasperini richiede intensità e continuità fisica. Non può quindi permettersi di abbassare il livello quando cambiano gli interpreti. La vera sfida, dunque, non sarà trovare undici giocatori forti, ma costruire una rosa nella quale il sedicesimo o il diciassettesimo uomo possa entrare senza cambiare completamente il volto della squadra.
Il mercato deve pensare alle rotazioni
Anche Sebino Nela, intervenuto nei giorni scorsi, ha indicato proprio la profondità della rosa come uno degli aspetti da migliorare. Secondo l’ex difensore, con tre competizioni e cinque cambi a disposizione, avere una panchina di qualità può diventare decisivo. Non è quindi un caso che Gasperini continui a chiedere rinforzi sugli esterni e in attacco: sono ruoli nei quali il dispendio fisico e la necessità di alternare gli uomini possono incidere molto durante la stagione. La Roma dovrà però muoversi con attenzione. Il mercato non può diventare una corsa all’acquisto, soprattutto considerando i vincoli economici e UEFA che condizionano il club. Gasperini stesso ha spiegato che la strategia è cambiata e che servono giocatori realmente utili. Per questo un eventuale mancato arrivo di Fofana, o di un altro nome importante, non rappresenterebbe automaticamente un fallimento: conterà soprattutto individuare il profilo giusto.
La Champions non aspetta nessuno
La qualificazione conquistata ha aperto una porta che la Roma aspettava da sette anni. Ora, però, quella porta obbliga il club a fare un passo ulteriore. La squadra deve mantenere il livello raggiunto in campionato e, contemporaneamente, affrontare avversari di un’altra dimensione in Europa. Una rosa corta rischierebbe di trasformare l’entusiasmo della Champions in un problema già nei mesi più intensi. Gasperini, quindi, non cerca soltanto una Roma più forte: cerca una Roma resistente. Una squadra capace di cambiare uomini senza perdere intensità, di gestire gli infortuni e di arrivare a marzo ancora competitiva su tutti i fronti. Il mercato può darle gli ultimi strumenti, ma il concetto è già chiaro: dopo il terzo posto, non basta più avere una buona formazione. Per competere davvero serve una squadra intera.